Contributi per lo spettacolo solo ad alcuni teatri: “Perché?”

E' la domanda che l'opposizione comunale ha posto, in una lettera, al sindaco di Bari, a sei mesi dalla delibera di Giunta che prevede la distribuzione di quel milione e 137mila euro solo ad alcuni contenitori culturali cittadini. La motivazione 'Radicati sul territorio' non basta a Cea & co. ma Emiliano replica: "Stiamo cercando soluzioni"

Un momento della conferenza stampa di questa mattina

Abeliano, Anonima G.r, Tiberio Fiorilli, Kismet, Granteatrino e Diaghilev. “Perché solo a loro i contributi? Perché sono solo queste le realtà ‘radicate sul territorio’?”.

E’ la domanda che gli esponenti dell’opposizione comunale pongono al sindaco di Bari Michele Emiliano, in una missiva a lui indirizzata, a sei mesi dalla delibera di Giunta che destina contributi da un milione e 137mila euro “solo” ai teatri sopra citati. Ed è da qui che parte la petizione popolare ‘anti-esclusione’, una raccolta firme che si trasformerà in emendamento da presentare in Consiglio nel momento in cui si raggiungeranno i numeri richiesti.

Stamattina, gli esponenti dei partiti di minoranza, hanno protestato contro questa delibera che distribuisce i contributi comunali per il triennio 2011 – 2013. Il provvedimento di Giunta, infatti, che risale al 29 dicembre dello scorso anno, destina la somma ad Abeliano, Anonima G.r, Tiberio Fiorilli, Kismet, Granteatrino e Diaghilev, perché ritenuti – come si legge nella nota – ‘Radicati sul territorio’. “E gli altri teatri non lo sono?”, chiede a gran voce il coordinatore delle opposizioni, Ninni Cea che, affiancato dallo ‘stato maggiore’ della minoranza comunale, affonda il colpo: “Quella delibera è uno schiaffo alla professionalità degli operatori della cultura. L’individuazione dei soggetti che riceveranno i fondi è stata fatta in maniera semplicistica”.

Ma cosa prevede la delibera per gli altri contenitori culturali della città? “Niente, assolutamente niente”, continua il consigliere pidiellino che, a supporto delle sue tesi, mette sul piatto la “grave situazione” che molti degli ‘esclusi’ stanno vivendo. E stiamo parlando del Purgatorio, del Duse e del Barium, solo per citarne alcuni. Tra questi c’è anche il Piccolo Teatro, nominato, tre anni fa, ‘Bene archivistico di patrimonio storico’ della Soprintendenza della Regione Puglia. “Il Piccolo – continua Cea - sta vivendo, grazie a un’ordinanza di chiusura senza appello emessa dal Comune qualche tempo fa, un vero e proprio incubo tale da impedire agli organizzatori la prosecuzione della già programmata stagione teatrale, con conseguenti danni economici e occupazionali”.

Tra chi, invece, sarà destinatario dei fondi, c’è “lo strano caso” del Grateatrino che, “da visura camerale, risulta in liquidazione dal 2009”. Incalza il consigliere: “E’ assurdo che questa realtà possa godere di fondi comunali”. Insomma, tutti compatti su questa linea e sul fatto che tutti i teatri debbano ricevere i fondi ma sul come distribuirli sembra che ci siano divergenze anche tra gli stessi consiglieri d’opposizione.

E il riferimento alla vicenda del Petruzzelli c’è tutto quando prende la parola il senatore Luigi D’Ambrosio Lettieri: “Abbiamo sottoposto la questione ad un gruppo di tecnici che valuteranno come sia meglio ripartire i fondi (proprio per evitare polemiche interne, a quanto pare – ndr) escludendo già quelli destinati al Petruzzelli”. E anche se “quella vicenda è stata emblema di nepotismo e mal utilizzo di fondi pubblici (ricordiamo che l’opposizione, qualche tempo fa, presentò un dossier su una presunta ‘parentopoli’ all’interno dello staff del politeama barese – ndr), noi chiederemo prima di tutto ai baresi cosa vogliono fare dei loro spazi culturali”.

La risposta della maggioranza non s’è fatta attendere. Mentre era in corso la conferenza stampa in un bar del centro, ecco che ‘per caso’ passa di lì Emiliano che garantisce: “Stiamo cercando al più presto una soluzione”. Con buona pace di tutti.

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