Interrogazione “lavoratori Rai Puglia”. La senatrice L’Abbate (M5S): “Si continua a esternalizzare”. La risposta: “Una coincidenza”

La senatrice pugliese M5S, Patty L’Abbate, ha presentato a prima firma un’interrogazione parlamentare alla Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, lo scorso 30 aprile, per conoscere la condizione di esternalizzazione del lavoro dei tecnici.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BariToday

La senatrice pugliese M5S, Patty L’Abbate, ha presentato a prima firma un’interrogazione parlamentare alla Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, lo scorso 30 aprile, per conoscere la condizione di esternalizzazione del lavoro dei tecnici. In generale si è chiesta la tutela del lavoro locale, per una gestione etica ed economica dei lavoratori Rai e, nello specifico, si è chiesto spiegazioni relative ad alcune circostanze in cui è risultato evidente che si sia fatto ricorso ad affidamenti esterni “un evidente aggravio di costi per l’azienda che, invece, potrebbe ottenere il medesimo risultato con le risorse già disponibili e senza sostenere nuovi costi. “Io e gli altri interroganti siamo venuti a conoscenza che in Puglia vi sia una importante postazione di mezzi Rai in Piazza Diaz a Bari – ha spiegato la senatrice L’Abbate – che vede la presenza di un mezzo satellitare lta 88 per trasmissioni e regia, struttura a tenda di 6 metri per collegamenti al coperto; zainetto per trasmissioni collegamenti leggeri; 4 persone in pianta stabile tra tecnici, operatori e coordinatore e che questa postazione è stata usata solo dalla testata regionale, ma non dalla nazionali che, invece, ricorre quotidianamente ad affidamenti esterni. Una situazione a nostro avviso inspiegabile, anche alla luce dei differenti orari di trasmissione delle emittenti nazionali e locali, che garantirebbero un utilizzo razionale delle risorse a disposizione” ha aggiunto. “Una situazione che ci fa pensare vi sia sempre meno interesse a investire nel rinnovo delle apparecchiature tecnologiche e dei mezzi, oltre che nella valorizzazione del personale; il ricorso ordinario ad appalti non appare in linea con i1 dovere in capo all’Azienda di rispettare i principi di efficacia, efficienza e competitività a maggior ragione in considerazione degli obblighi derivanti dal Contratto di servizio Per questo abbiamo posto interrogazione alla quale la Rai ha risposto il 14 maggio scorso” ha concluso la senatrice. Per la Rai che ha risposto alle richieste dell’interrogazione si sarebbe “trattato di una mera coincidenza di carattere occasionale dovuta all’imprevedibilità che caratterizza, soprattutto in questa fase di emergenza, il racconto degli eventi di cronaca”; ritenendo “opportuno mettere in evidenza come la Rai, per far fronte all’emergenza, abbia definito e messo in campo una serie di interventi tecnico organizzativi finalizzati a contemperare le esigenze di tutela della salute e quelle di garantire la continuità dell’offerta, con particolare riferimento all’informazione”. In tale quadro si sarebbe inserito, dunque, il caso specifico sollevato nell’interrogazione, con la motivazione di “abbassare l’affollamento della sede, costituire una soluzione di emergenza per TG Regionale durante una sanificazione”.

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