Botta e risposta in Consiglio sul Piano lavori pubblici, le opposizioni: "Troppe opere non realizzate"

L'approvazione dopo polemiche tra maggioranza e opposizione. La consigliera: ""Una colonna con 161 opere che non si sa quando e se saranno realizzate. Tra queste anche la condotta Matteotti". Seduta in corso per il bilancio

Polemiche ed emendamenti con opposizioni e maggioranza impegnati a intervenire non senza momenti di polemica reciproca: cinque ore di Consiglio comunale sono bastate ad approvare il Piano Triennale per le Opere Pubbliche 2019-2021. Cinque gli emendamenti proposti e approvati a maggioranza che con 22 voti favorevoli (quattro i contrari) ha poi licenziato il provvedimento. Contro questa versione del documento si era scagliata (assieme a tutta la minoranza, compresi il M5S) anche l'esponente indipendente Irma Melini, candidata sindaco, la quale ha puntato il dito sui lavori non eseguiti in questi anni: "Una colonna con 161 opere che non si sa quando e se saranno realizzate, tra queste anche la condotta Matteotti e il rifacimento della fogna bianca a San Girolamo Marconi e San Pasquale".

Il Piano Triennale, tutte le opere in elenco per il 2019

L'esponente d'opposizione traccia l'elenco delle opere che si sarebbero dovute realizzare: "In questo senso - ha dichiarato - ne cito simbolicamente alcune che sono scomparse di fatto dal Piano: la necessità degli accessi controllati a Palazzo di Città dove la Polizia Locale è costretta a prestare servizio in condizioni indecorose; gli interventi per l’agibilità della casa natale Nicolò Piccinni; la nuova sede del municipio di Carbonara Ceglie Loseto; la riqualificazione della ex Centrale del Latte; la riqualificazione del mercato di via Cagnazzi; la riqualificazione dell’ex mercato di via Carrante; gli impianti idrico ed elettrico del mercato di via Nicolai nella ex Manifattura Tabacchi; la sistemazione di Piazza Gramsci; l’area verde della scuola Duca D’Aosta a Palese; la scuola materna a Fesca e le 6 sezioni aggiuntive a Japigia, e a Loseto (dove non sembra si procederà all’ampliamento del cimitero); la scuola innovativa a Sant’Anna. Scompare anche la realizzazione del secondo impianto di cremazione del cimitero centrale; scompare la nota condotta Matteotti e il rifacimento della fogna bianca a San Girolamo Marconi, a San Pasquale, idem per il “salva Picone” o via Bruno Buozzi, o la pluviale del Villaggio del Lavoratore, come del resto della città. Scompare anche la sistemazione delle varie strade interne a Villaggio Trieste; così come la strada di collegamento alle stazioni metro di Sant’Anna Zuccaro; ma ancora, scompare la manutenzione delle vie e traverse a Fesca ed è dubbia la fonte di finanziamento per la viabilità di San Girolamo, la stessa per cui hanno fatto scadere la pubblica utilità per gli espropri. Tutte opere che si leggono nel Piano ma che non sono di fatto finanziate" conclude Melini.

Critiche anche dal M5S

Critiche anche dal Movimento Cinque Stelle: "A circa 10 giorni dal termine del mandato amministrativo - spiega il consigliere Sabino Mangano -  il sindaco e la giunta portano in aula un Piano Triennale che conferma di essere lo stesso libro dei sogni presentato nel 2014. Tanto si poteva fare per la città in questi cinque anni ma ad oggi resta qualche cantiere aperto solo di facciata ed una serie di rendering sulla città relativi ad opere che mai vedremo realizzate. durante il consiglio comunale abbiamo anche evidenziato la scarsa qualità di quelle poche opere iniziate che a distanza di pochi mesi già richiedono interventi di manutenzione. Le periferie - aggiunge Mangano - attendono da anni azioni evidenti sul verde pubblico è sul decoro urbano, le strade nonostante i tanti annunci risultano pericolose è solo grazie all'accordo Open fiber, in qualche aria e per metà carreggiata,  risultano riasfaltate. Disattesi tutti gli interventi di riqualificazione sul patrimonio comunale al quale l'amministrazione Decaro ha preferito nuova cementificazione e consumo di suolo. Per chiudere in bellezza ricordiamo che dopo 15 anni di centro-sinistra Bari non è ancora dotata del catasto arboreo che servirebbe almeno per comprovare le 17 mila piantumazioni pubblicizzate dall'amministrazione" sostiene l'esponente pentastellato. 

Per Michele Picaro (Lega) " ça realizzazione della fogna bianca in molti quartieri della città è una delle opere più urgenti ed indispensabili per Bari che manca all’appello del piano delle opere pubbliche.Ancora una volta, assistiamo ad un piano triennale delle opere pubbliche privo di una visione strategica economica e sociale per la Città di Bari. Molte opere che non saranno mai realizzate e molte fonti di finanziamento inesistenti. Siamo al solito libro dei sogni".

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