Debutta il nuovo Consiglio comunale, Cavone riconfermato presidente. Opposizioni divise, rinviata l'elezione del vice

La seduta della consiliatura 2019-2024, presieduta dalla consigliera anziana Elisabetta Vaccarella, ha visto la rielezione dell'esponente Pd. Subito schermaglie tra maggioranza e minoranze

Volti nuovi, fiori per le 12 elette in aula e le 4 assessore della Giunta, 'ripetenti' e decani dell'assemblea: il primo giorno di scuola del nuovo Consiglio comunale di Bari in carica fino al 2024 è, come accade in questi casi, un mix di ritualità ed emozioni per chi debutta nella principale assise cittadina. Diciannove le 'new entry' in un Consiglio fatto di donne per un terzo dei suoi 36 rappresentanti. La Maggioranza a sostegno di Antonio Decaro, sancita con il voto del 26 maggio scorso, può contare su ben 24 consiglieri più il primo cittadino. Solo 12, invece, i componenti di un'opposizione che ha 'visioni'diverse, come dimostrato nel corso della seduta. 

Prime schermaglie in aula

I lavori, presieduti dalla consigliera anziana Elisabetta Vaccarella (Pd), sono cominciati all'insegna delle prime prese di posizione e degli assetti iniziali: il candidato sindaco del centrodestra, Pasquale Di Rella, aderisce per ora al misto "in attesa di far parte di uno dei gruppi che ha costituito la coalizione". Il Movimento Cinque Stelle, invece, presenta il primo ordine del giorno sulla questione 'puzza' al San Paolo (fuori dal Palazzo si è svolta una protesta dei residenti del rione), già discusso nella fase finale della seduta. Nessuno sconto, dai pentastellati, alla larga maggioranza e all'aula: "L'assemblea - attacca Elisabetta Pani - vive in uno stato di sospensione etica e morale. E' una consiliatura che comincia sotto il sospetto del voto di scambio - sostiene -. Noi avremo la priorità di mettere al centro i baresi in un Consiglio spesso luogo di teatro e non di confronto". Dal centrodestra, invece, una piccola tirata d'orecchie ai tempi lunghi d'insediamento del Consiglio: "Il sindaco - ha detto Filippo Melchiorre di Fratelli d'Italia, alla sesta consiliatura consecutiva - avrebbe dovuto dire qualcosa e chiedere più attenzione per accelerare".  Più 'tenero' Fabio Romito (Lega) che invece ha riconosciuto il risultato 'bulgaro' del rieletto primo cittadino: "Le responsabilità  - dice - sono clamorosamente più grandi rispetto al 2014. Non cederemo mai e ci auguriamo vi siano atteggiamenti politici diversi rispetto, ad esempio, a decisioni prese a maggioranza, in piena notte".  Dal centrosinistra, invece, dopo il ricordo della compianta Maria Maugeri (citata da Francesco Giannuzzi), il 'decano' Marco Bronzini (quarto mandato di fila per lui) ha colto l'occasione per sottolineare "l'imbarazzo di aver visto i lavori sospesi per 5 mesi. Una città non più vedere un'interruzione della sua amministrazione e mi auguro vi sia un superamento".

Non c'è accordo per il vicepresidente 

La seduta, dopo la nomina ufficiale dei consiglieri e degli assessori, ha visto il giuramento di Antonio Decaro che ha anche spiegato il 'nodo del vicesindaco Eugenio Di Sciascio, spiegando che non è più consigliere dell'organismo indipendente di Exprivia, a seguite delle sue recenti dimissioni.: "Sarò il sindaco di tutti perché non dovrò ricandidarmi e sento forte una responsabilità di un risultato elettorale con una maggioranza composta da tante persone che hanno sensibilità diverse. Sarò soprattutto il sindaco di chi non mi ha votato. Vorrei rimarcare il 'record' della presenza di donne rispetto anche ai capoluoghi di regione. E' uno dei dati più alti". Parole a parte, si è passati poi alle votazioni: lo scranno più alto dell'aula sarà presidiato da Michelangelo Cavone, eletto con 34 voti favorevoli e tre schede bianche da parte del Movimento Cinque Stelle. Il numero uno uscente dell'assemblea si è detto sorpreso "per un esito inatteso con una convergenza così ampia". In alto mare, invece, la scelta del vicepresidente per le opposizioni. Le minoranze, infatti, si sono plasticamente divise tra centrodestra classico (Lega, FdI e Fi) e un blocco formato da Direlliani e M5S. L'astensione della Maggioranza e il 6 a 6 tra i due pezzi d'opposizione su due votazioni per un rinvio e una sospensione della seduta (con l'obiettivo di rifletterci su) hanno portato a una votazione con tutte le schede bianche, rinviando tutto alla prossima puntata del Consiglio. 

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