Primarie Pd, domani si vota. Ma i mal di pancia restano

Gli esclusi promettano battaglia. Riuscirà la Finocchiaro a vincere nonostante le contestazioni ricevute a Taranto?

Domani andranno in scena le primarie. Ultime ore di campagna elettorale e poi via al terzo round di convocazione del popolo di centrosinistra dopo le primarie che hanno sancito la vittoria di Pierluigi Bersani. In Puglia, tuttavia, non sono mancati mal di pancia tra quanti sono stati esclusi dalle liste. I tre consiglieri regionali Fabiano, Amati, Ruggero Mennea e Donato Pentassuglia hanno deciso di autosospendersi dal gruppo del Pd di via Capruzzi, in aperta polemica con i quadri dirigenti del partito.
Ieri hanno inoltrato una lettera urgente al segretario Pierluigi Bersani per cercare di comprendere quali siano stati i criteri effettivamente adoperati nella selezione dei singoli candidati. In subbuglio è tutta l’area moderato-popolare del Pd pugliese e non è escluso che domani questa agitazione possa avere una sua ricaduta anche in termini di partecipazione alle primarie. Di sicuro una volta chiuse le primarie chiederanno una chiarezza politica in viste delle prossime elezioni locali.

Intanto domani si vota. E’ probabile che prima del 31 dicembre sia quasi impossibile conoscere l’elenco delle preferenze complete. Le curiosità politiche sono tante. Quanta gente deciderà di recarsi al voto? Anna Finocchiaro, scelta come capolista a Taranto, riuscirà ad ottenere la forza dei numeri o dovrà incassare la sconfitta da parte di altri esponenti del territorio tarantino? Dei parlamentari uscenti, quanti saranno premiati? Chi è alla prima esperienza politica riuscirà a far fronte ai vecchi capibastone del partito?

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Una cosa è certa: non è affatto detto che coloro i quali vinceranno le primarie poi faranno parte della squadra che andrà in Parlamento. Molto dipenderà da come verrà costruito il listone unico dei candidati alla Camera, che dovrebbe prevedere 280 deputati democratici eletti su 340, e da come saranno impostati i collegi regionali al Senato. Insomma, ne potremmo vedere delle belle.

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