Doppia preferenza alle Regionali, l'associazione Stati Generali delle Donne: "Orgogliose dell'obiettivo raggiunto, ora si lavori su qualità della classe dirigente"

Il commento dopo la decisione del governo: "Un percorso che viene da lontano, iniziato con la campagna per la legge 50-50 quasi dieci anni fa, e che oggi si concretizza. Adesso, però, si lavori sulla selezione meritocratica"

La decisione del Governo di introdurre la doppia preferenza di genere nelle elezioni regionali anche in quelle Regioni che non si sono dotate di una legge in tal senso è un grande risultato, arrivato dopo anni di impegno collettivo delle donne pugliesi, che finalmente adesso avranno la possibilità di essere rappresentate in Consiglio regionale e portare le proprie capacità all’interno delle istituzioni, senza cooptazione per gentile concessione dall’alto, ma con una legittimazione da parte dei cittadini. Stati Generali delle Donne, associazione nata a Bari nel 2014 proprio dalla necessità di portare la voce e le competenze delle donne all’interno delle istituzioni, è orgogliosa e soddisfatta di questo risultato e dell’impegno profuso per il suo raggiungimento.

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“La doppia preferenza nelle elezioni regionali è certamente l’esito positivo di una battaglia delle donne per la parità di genere nella rappresentanza politica – spiega la presidente di Stati Generali delle Donne, la sociologa Mirella Giannini – siamo particolarmente orgogliose di questo risultato perché il raggiungimento di questo diritto è stato uno dei principali obiettivi della nostra associazione. Non ci sono vinti e vincitori, questa non è stata una guerra, ma la conquista di un diritto all’interno di uno Stato che voglia definirsi civile, democratico ed equo nei confronti di tutti i cittadini. È un percorso che viene da lontano, iniziato con la campagna per la legge 50-50 quasi dieci anni fa, e che oggi si concretizza. Adesso, però, si lavori sulla qualità della classe dirigente, sulla selezione meritocratica, sia femminile, sia maschile, a beneficio di tutti i cittadini pugliesi. Le donne non devono essere delle figurine per portare acqua al mulino dei soliti noti, ma vere protagoniste della politica regionale con le loro competenze e la loro visione della comunità.”
 

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