Decaro si schiera per la doppia preferenza di genere alle Regionali: "Dal Consiglio segnale con un sì"

Il primo cittadino dopo l'informativa del Governo nazionale: "E' fondamentale poter contare sul contributo di tante donne che già dai prossimi mesi potrebbero avere la possibilità di sedere sugli scranni di via Gentile"

“Molti, ancora oggi, considerano l’introduzione della legge sulla doppia preferenza nelle consultazioni elettorali una battaglia di forma. Per me invece si tratta di una questione di sostanza. Perché, è inutile continuare a prenderci in giro, senza questo strumento le donne ancora oggi incontrano una serie di difficoltà ad accedere ai luoghi istituzionali". Il sindaco di Bari, Antonio Decaro, è intervenuto dopo l'approvazione da parte del Consiglio dei Ministri, dell'informativa che prevede lo strumento della doppia preferenza per le elezioni regionali anche in Puglia, "superando di fatto il Consiglio regionale -  rimarca il primo cittadino - che in due legislature, nonostante gli appelli dei presidenti che si sono succeduti, non si è dato una norma in questo senso".

"Credo che su questo fronte, al contrario, le elezioni nella città di Bari - sopttolinea il sindaco - abbiano dato un grande esempio visto che nel Consiglio comunale siedono 11 donne che insieme alle assessore della giunta sono quotidianamente impegnate per la nostra comunità. La Puglia ha bisogno di tutte le migliori competenze ed esperienze che il territorio possa esprimere, indipendentemente dal genere, ma è fondamentale poter contare sul contributo di tante donne che già dai prossimi mesi potrebbero avere la possibilità di sedere sugli scranni di via Gentile".

"Il Consiglio regionale - conclude Decaro - ha ancora la possibilità di cambiare questa storia approvando nelle prossime settimane la legge sulla doppia preferenza all'ordine del giorno, evitando così che il Governo utilizzi poteri commissariali".

Maurodinoia: "Risultato ribaltato all'ultimo"

Sulla questione interviene anche la consigliera regionale del Pd, Anita Maurodinoia, promotrice della proposta: "Noi donne difficilmente ci arrendiamo e anche quando la partita sembrava ormai chiusa, negli ultimi minuti di recupero siamo riusciti a ribaltare il risultato ottenendo ilì riconoscimento di un’opportunità, non di un privilegio, per le donne pugliesi. La decisione del Consiglio dei Ministri conferma la validità e fondatezza della mia proposta. Nonostante questa- aggiunge - sia rimasta completamente ferma in Regione, non ho mai mollato e ho continuato ostinatamente, fuori dal Palazzo di via Gentile, con incontri, dibattiti, petizioni popolari e ordini del giorno di alcuni Consigli comunali a coinvolgere associazioni, movimenti politici e sindacati, generando un vero e proprio movimento di opinione trasversale".

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"Non solo - rimarca -. Approfittando del rinvio delle elezioni regionali per via dell'emergenza Covid e non dandomi per vinta, ho chiesto come previsto dall'art. 17 del Regolamento, che la proposta di legge venisse immediatamente iscritta, in via di assoluta urgenza, all'ordine del giorno del Consiglio, sebbene non avesse fatto il suo corso in Commissione. Quindi, nei prossimi consigli si sarebbe potuto discutere, ma viste le celate resistenze, e i tempi ristretti di questa legislatura, -argomenta la consigliera- probabilmente non si sarebbe fatto nulla anche questa volta, così come è già successo nella precedente legislatura del governo Vendola quando, ricorrendo allo scrutinio segreto, una medesima proposta di legge, quella volta d’iniziativa popolare (cioè proposta da 30 mila cittadini), fu bocciata con una sotterranea complicità tra maggioranza ed opposizione".

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