Regione parte civile nel processo sanità, scoppia la polemica del Pdl

Il capogruppo Rocco Palese: "La Regione parte civile contro Tedesco ma non contro Vendola e Decaro". Il governatore: "Presto un provvedimento per ovviare al problema"

E' polemica sulla scelta della Regione Puglia di costituirsi parte civile nel processo della sanità contro l'ex assessore Tedesco e altri 31 imputati, chiedendo cinque milioni di euro di danni. A sollevare le critiche è il capogruppo Pdl alla Regione Rocco Palese, che sottolinea come, a dispetto di quanto fatto nel processo a Tedesco, la Regione non abbia fatto altrettanto contro Vendola - indagato per abuso di ufficio insieme all'ex dg della Asl di Bari Lea Cosentino - e contro il capogruppo Pd alla Regione Puglia Antonio Decaro.

L'ATTACCO DI PALESE - "Come mai la giunta regionale della Puglia, - scrive Palese in una nota - non si è costituita parte civile né contro il presidente Vendola né contro il capogruppo del Pd alla regione Puglia?". "Apprendiamo dalla stampa - continua il consigliere - che la Giunta regionale pugliese si è costituita parte civile nel procedimento a carico dell'ex assessore alla Sanità Alberto Tedesco e degli altri imputati coinvolti in quel processo, esattamente come ha fatto finora, sin dalla fase dell'udienza preliminare, in tutte le altre inchieste che riguardano a vario titolo la Regione ed esponenti politici regionali. Come mai - conclude - non si è costituita parte civile contro il presidente Vendola e contro il capogruppo del Pd?".

IL CARO DECARO - Alle accuse di Palese circa il 'trattamento differenziato' riservato al capogruppo del Pd Antonio Decaro (che all'epoca dei fatti contestati non era consigliere regionale) la Regione ha risposto attraverso una nota dell'avvocatura regionale. "L'assenza del nome dell'attuale capogruppo Pd alla Regione Puglia, Antonio Decaro, - si legge nella nota - nella lista degli imputati nei cui confronti lo stesso ente ha chiesto una provvisionale di risarcimento danni di cinque milioni nel processo sullo scandalo-sanità in Puglia è dovuta al fatto che ciò comporterebbe automaticamente la decadenza da consigliere dello stesso Decaro, pur se successivamente egli venisse riconosciuto innocente". "La Puglia - spiega l'avvocatura regionale - non ha mai provveduto ad aggiornare il proprio ordinamento elettorale, disciplinando le cause di incompatibilità (come di contro prescritto dall'art.122 della Costituzione nella sua attuale formulazione risalente al 1999). Tale mancato adeguamento rende applicabile una precedente norma statale degli anni '80 che prevede la decadenza dei consiglieri che abbiano lite giudiziaria pendente con l'ente di appartenenza. Ciò anche nell'ipotesi di lite passiva, promossa cioé dalla giunta regionale contro il titolare della carica, al quale pertanto non é data la possibilità di dismettere la causa di incompatibilità evitando di incorrere nella decadenza". La mancata costituzione di parte civile "non costituisce in nessun modo - aggiunge l'Avvocatura regionale - rinuncia alla eventuale azione di risarcimento dei danni. La Regione Puglia, infatti, resta pienamente titolare di diritto a richiedere tale eventuale risarcimento, a valle della conclusione del procedimento penale, nel caso in cui dovesse essere sfavorevole per l'interessato". Sotto questo profilo e altri (tra cui l'esigenza di estendere le cause di incompatibilità anche ai componenti dell'esecutivo), è necessario "adeguare - conclude la nota dell'Avvocatura - l'ordinamento regionale in materia per allinearlo con i principi fondamentali dell'ordinamento statale. Si rende dunque necessario un adeguamento cui peraltro la giunta, con l'occasione, ha già dato impulso demandando agli uffici competenti la elaborazione di un apposito disegno di Legge regionale". Peraltro, fa presente l'Avvocatura regionale, nello stesso procedimento "si è già costituita parte civile l'Arpa regionale, che è il soggetto direttamente leso dai fatti ipotizzati dalla Procura".

LA REPLICA DI VENDOLA - A stretto giro è arrivata anche la replica dello stesso governatore della Regione Puglia Nichi Vendola. Vendola è indagato per abuso di ufficio insieme all'ex dg della Asl di Bari Lea Cosentino. Secondo l'accusa, il governatore avrebbe esercitato pressioni per favorire la nomina di Paolo Sardelli a primario di chirurgia toracica dell'ospedale San Paolo, facendo appositamente riaprire i termini di un concorso. "Ho dato immediato mandato agli uffici regionali - ha dichiarato Vendola in una nota - di predisporre un disegno di legge da approvare nella prossima giunta straordinaria di lunedì, che consenta di eliminare ogni possibile ostacolo affinché la Regione si possa costituire parte civile nel procedimento penale che mi vede coinvolto davanti al Tribunale di Bari". "Chiederò quindi al presidente del consiglio regionale Onofrio Introna - aggiunge Vendola - di dare la massima priorità all'esame e all'approvazione di tale provvedimento per consentire alla Regione di essere parte nel processo".

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