Ripubblicizzazione AQP, la commissione regionale approva il ddl

Approvato dalla commissione regionale competente il disegno di legge per la ripubblicizzazione dell'Acquedotto. Costituito un fondo per garantire l'acqua gratuita ai meno abbienti. A fine mese la discussione in Consiglio

E' stato approvato oggi con il voto favorevole della maggioranza, il voto contrario del Pdl e l'astensione dell'UDC il disegno di legge sulla ripubblicizzazione dell'Acquedotto Pugliese. La parola passa ora al Consiglio regionale, che discuterà la legge nei prossimi giorni. A sbloccare l'approvazione del ddl, fermo a causa del disaccordo dell'opposizione sulla copertura finanziaria di un fondo per garantire l'acqua gratuita ai meno abbienti, ha contribuito un subemendamento che garantisce che “l’erogazione gratuita dell’acqua avverrà esclusivamente nei limiti finanziari dell’avanzo netto annuale di gestione del soggetto gestore del servizio idrico integrato”. La legge garantisce, cioè, che la gestione di tale fondo dovrà avvenire senza oneri per il bilancio regionale.

In una conferenza stampa convocata stamattina, intanto, l'opposizione ha ribadito il suo no alla costituzione dell'Autorità idrica pugliese. La discussione della proposta di legge era già stata rinviata nei giorni scorsi, quando la Giunta Vendola, accogliendo la proposta dell'opposizione, si era riservata di verificare eventuali incompatibilità tra la legge regionale e il decreto sullo sviluppo approvato dal governo, che prevede tra l'altro la costituzione di un'Autorità idrica nazionale.

“Nelle sedute di commissione avevamo più volte sostenuto ha dichiarato il capogruppo PdL Rocco Palese l’inutilità di questo nuovo Ente. La legge nazionale n. 2 del 2010, infatti, nel sopprimere le Ato stabilisce anche che siano le Regioni ad attribuire con legge le funzioni svolte dalle Autorità d’Ambito. Basterebbe, quindi, assegnare ad un ufficio dell’assessorato regionale competente tutte le funzioni che erano in capo alle Ato: una soluzione snella ed economica già intrapresa da gran parte delle Regioni italiane”.
Ciò che però ci preoccupa maggiormente – spiega Palese – è l’evidente ed incomprensibile disparità fra la costituenda Autorità Idrica pugliese e l’Agenzia nazionale di vigilanza sulle risorse idriche istituita dal governo Berlusconi. L’organismo statale appare snello, con limiti di costi e personale e col divieto di far gravare i costi di funzionamento sui cittadini con l’aumento delle tariffe. L’Autorità Idrica Pugliese si presenta invece come un vero ‘poltronificio’ con un direttore amministrativo ed uno tecnico che si aggiungono al Direttore generale e la possibilità di avvalersi di consulenti esterni.
 

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