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Scontri a Roma, Vendola: "I black bloc alleati dei potenti"

In un'intervista all'Unità il leader di Sinistra e Libertà riflette sui disordini che hanno contrassegnato la manifestazione degli indignati a Roma e commenta: "Le violenze dei black bloc salvagente per la classe dirigente"

Redazione17 ottobre 2011

"Questi black bloc hanno mandato un salvagente a una classe dirigente avvitata nel suo degrado che ha solo bisogno di un alibi emergenziale per galleggiare ancora un po'". Intervistato dal giornalista Andrea Carugati per L'Unità Nichi Vendola commenta e analizza i violenti scontri avvenuti sabato pomeriggio a Roma, in occasione della manifestazione degli indignati.

Un magma "di frange di ultras da stadio e settori ultraminoritari degli anarchici", così definisce li definisce il leader di Sinistra e Libertà, che si interroga anche sul lavoro di intelligence fatto dal governo nei giorni precedenti la manifestazione, quando ancora sarebbe stato possibile bloccare i violenti che si stavano organizzando. Tuttavia il giudizio di Vendola sul lavoro compiuto dalle forze dell'ordine resta positivo: "Forse ci sono stati degli errori di comprensione in quello che stava avvenendo, ma nel complesso è stata una gestione responsabile. Non è stato un replay di Genova, e lo dimostra anche il fatto che una significativa parte del corteo applaudiva le forze dell'ordine".

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E per quanto riguarda l'ipotesi di strumentalizzazioni politiche degli scontri, per  Vendola il rischio sarebbe stato scongiurato. Il leader di Sel, infatti, giudica "veriterio" il resoconto degli scontri fatto dal ministro dell'Interno Maroni e aggiunge: "Grazie alla ribellione dei manifestanti e al lavoro dei giornalisti che hanno raccontato la verità in presa diretta, è stato bloccato sul nascere il tentativo di costruire un racconto manipolato a uso del teatrino politico".

Nichi Vendola

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