Trasporto pubblico urbano, legittimo l'affidamento del servizio all'Amtab

Il Consiglio di Stato ha bocciato il ricorso presentato dall'ANAV (Associazione Nazionale Autotrasporto Viaggiatori) nel 2009 sull'illegittimità dell'affidamento diretto del servizio di trasporto pubblico urbano all'Amtab

La sentenza del Consiglio di Stato, depositata il 29 marzo, sembra mettere una parola definitiva sulla complicata questione della gestione del servizio di trasporto pubblico cittadino. Tale sentenza ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dall'ANAV (Associazione Nazionale Autotrasporto Viaggiatori) nel 2009 nei confronti del Comune di Bari e di Amtab S.p.a.

L'ANAV aveva denunciato l'illegittimità della procedura di affidamento diretto (in gergo, in house) del servizio di trasporto pubblico urbano all'Amtab S.p.a. L'irregolarità consisteva, secondo l'ANAV, nel fatto che la procedura di affidamento in house, cioè senza gara d'appalto, fosse applicabile solo nel caso di compagnie pubbliche. Lo statuto dell'Amtab, invece, non garantiva l'incedibilità delle azioni dell'azienda a privati, pur essendo il suo capitale interamente posseduto dal Comune. Il ricorso dell'ANAV fu accolto dal Consiglio di Stato, che dispose l'immediata sospensione dell'affidamento diretto del servizio all'Amtab.

Successivamente, nel gennaio 2010, il Comune di Bari approvò l'ingresso di soci privati nell'Amtab cui affidare il 40% della proprietà e al quale affidare la gestione operativa attraverso la nomina di un direttore generale. A livello nazionale, infatti, era entrato in vigore il cosiddetto “decreto Ronchi" che prevedeva entro l’arco di un anno la decadenza delle gestioni "in house" (a totale capitale pubblico) e quelle delle S.p.A. miste che non avessero ceduto ad un socio privato una quota pari almeno al 40% dell’intero capitale.

Il quadro legislativo, dunque, nel frattempo è cambiato e così si è giunti così alla sentenza dello scorso 29 marzo, che ha dichiarato illegittimo il ricorso dell'ANAV: ricorso presentato, nel 2009, per far rispettare quella sentenza di sospensione immediata dell'affidamento diretto che oggi è stata completamente ribaltata.
 

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