Vendola incontra Ferrante: "Momento difficile. Serve la mediazione di tutti"

Ieri in Regione c'è stato il vertice fra il presidente della Regione Nichi Vendola e il numero uno dell'Ilva Bruno Ferrante. Il governatore pugliese chiede di non incendiare gli animi e la collaborazione di tutti

Calma e mediazione di tutte le parti in causa: sono questi gli aspetti che sottolinea e auspica il presidente della regione Puglia Nichi Vendola. Il governatore regionale, infatti, ha incontrato ieri il presidente dell'Ilva di Taranto Bruno Ferrante, il sindaco della città ionica Ezio Stefano e l'assessore provinciale Michele Conserva.

L'incontro, fissato in seguito alla decisione del gip di Taranto Patrizia Todisco di vietare la facoltà d'uso a fini produttivi degli stabilimenti Ilva, ha visto Vendola vestire i panni del mediatore fra magistratura, vertici dell'impianto siderurgico e lavoratori. Il presidente della Regione, infatti, ha auspicato la calma e ha gettato acqua sul fuoco: "Abbiamo bisogno ora di equilibrio e responsabilità: questo momento difficile merita il massimo spirito di mediazione. La convocazione di tifoserie scatenate le une contro le altre non giova nè alla causa del futuro dell'Ilva, nè del diritto alla salute per Taranto. Incendiare Taranto significa soltanto dopo lasciare cenere e macerie. Ribadisco - prosegue poi Vendola - l'ossequio nei confronti della magistratura visto che quello che è accaduto, è accaduto anche grazie al loro lavoro. Oggi tutta l'Italia sa che deve svolgere un compito: il fatto che le normative che riguardano l'impiantistica industriale e quelle che riguardano la qualità dell'aria non siano pienamente sincronizzate è un fatto che da ancora di più conto della complessità del passaggio: un passaggio storico e rivoluzionario, ma anche un passaggio stretto".

Conciliante a metà il presidente dell'Ilva Ferrante il quale sostiene di voler cercare il dialogo ma, al tempo stesso, si dice pronto ad impugnare i provvedimenti: "Impugneremo i provvedimenti in ogni sede che l'ordinamento ci consente, per difendere quella che riteniamo sia la verità dei fatti. Siamo sicuri che non c'è a Taranto un'emergenza sanitaria tale da poter giustificare certi provvedimenti ma le ragioni del dialogo e del confronto si devono trovare".

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