Rischi Coronavirus: Vox Italia annulla manifestazioni contro il 5g in Puglia

Vincitorio: non saremo in piazza ma la protesta continuerà per impedire installazione antenne 5G

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BariToday

“Noi di Vox Italia avevamo organizzato tutto alla perfezione per essere nelle piazze di tutti i capoluoghi pugliesi sabato prossimo a protestare contro antenne ed hotspot del 5G. Per adottare volontariamente misure precauzionali per emergenza coronavirus abbiamo annullato tutte le manifestazioni già annunciate a Bari, Foggia, Brindisi, Andria, Taranto e Lecce e stabilite per il 29 febbraio”. Lo afferma Giancarlo Vincitorio, esponente regionale di Vox Italia in Puglia. “E’ una decisione – spiega Vincitorio - che abbiamo preso, d’intesa con la dirigenza nazionale, nella consapevolezza che le indicazioni precauzionali di contenimento del contagio da coronavirus Covid-19 consigliano, tra l’altro, di evitare luoghi affollati. Abbiamo pensato quindi di annullare le nostre manifestazioni pubbliche nonostante fossero state già autorizzate anche dalle Questure. “Noi di Vox Italia ci battiamo per chiedere più tutela e salvaguardia della salute dei cittadini e sarebbe quindi un controsenso – dichiara Vincitorio - esporre, in questa fase sanitaria emergenziale dell’Italia, anche al minimo dubbio di qualsiasi rischio di contagio del coronavirus. Meglio rinunciare questa volta alle manifestazioni in piazza che invece abbiamo fatto con successo nei mesi scorsi”. “Certamente, però, noi di Vox Italia – continua Vincitorio - non rinunciamo e né fermiamo le nostre convinzioni e le nostre battaglie su questo problema dell’inquinamento elettromagnetico che i progetti di avvio per le installazioni di antenne e hotspot del 5G rendono ormai un dovere civico di tutti”. Resta immutata l’esortazione di Vox Italia a tutti i sindaci pugliesi e al presidente della Regione Michele Emiliano di non autorizzare l’installazione di ulteriori antenne ed hotspot e di annullare le autorizzazioni già concesse. Alcune fortunatamente non ancora eseguite.

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