Medicine per i malati cronici anche in farmacia: c'è l'accordo tra Federfarma e Regione

Circa 3milioni e 300mila medicinali distribuiti ai cittadini pugliesi fino alla fine del 2020, con un incremento del 10% rispetto al 2019

Circa 3milioni e 300mila medicinali distribuiti ai cittadini pugliesi fino alla fine del 2020, con un incremento del 10% rispetto al 2019. Un obiettivo raggiunto grazie all'accordo tra Federfarma Puglia e la Regione, con il quale viene ampliata la platea di farmaci per la cura di patologie importanti e croniche (come le malattie oncologiche o la Sla).

La delibera di giunta regionale - che proroga in via straordinaria l’Accordo per la distribuzione per conto dei farmaci A-PHT siglato con Federfarma Puglia e in scadenza il 30 giugno 2020, il cui iter per il rinnovo era stato bloccato dall’emergenza Covid-19 - è stata firmata contestualmente a quella di ampliamento della fascia dei farmaci inclusi. Se nel 2019 attraverso questa modalità sono stati distribuiti circa 3 milioni di pezzi di confezioni di farmaci ai cittadini pugliesi che ne avevano necessità, con questo accordo il numero di pezzi crescerà di un ulteriore 10% per il 2020, coniugando il beneficio per i cittadini al risparmio per la spesa sanitaria. La delibera è arrivata dopo settimane di intenso lavoro e scambio che ha visto come protagonisti il Dipartimento Promozione della Salute, del Benessere Sociale e dello Sport per Tutti e Federfarma Puglia.

"Si tratta di una importante sperimentazione che consentirà di verificare, oltre agli indubbi vantaggi in termini di dispensazione per i cittadini, anche gli auspicabili effetti sul corretto utilizzo dei farmaci, che possano concorrere alla riduzione della spesa per acquisti diretti dopo gli importanti risultati già raggiunti sul fronte della spesa farmaceutica convenzionata" spiega Vito Montanaro, direttore del Dipartimento regionale Promozione della salute, del benessere sociale e dello sport per tutti, che aggiunge: "L’iniziativa è nel solco di quanto previsto dal comma 2 dell'art. 2 dell’ordinanza del Capo della Protezione civile n. 651 del 19 marzo 2020 che prevede che le Regioni possono consentire agli assistiti di rifornirsi delle categorie di medicinali che richiedono un controllo ricorrente del paziente anche presso le farmacie con le medesime modalità previste per l’erogazione dei farmaci in regime convenzionale e secondo i criteri stabiliti nei vigenti accordi locali stipulati con le organizzazioni maggiormente rappresentative delle farmacie".
In assenza della proroga, dal 1° luglio questa tipologia di farmaci si sarebbe potuta reperire esclusivamente nelle farmacie territoriali ed ospedaliere pubbliche delle Aziende sanitarie, causando enormi disagi a persone con patologie già molto gravi, ed esponendo utenti e personale sanitario a rischi di contagio più elevati. Grazie a questo accordo infatti vengono variate le modalità di distribuzione di tali farmaci inducendo a sviluppare modelli organizzativi volti a ridurre l’affollamento nelle strutture sanitarie e negli ambulatori medici, riducendo gli affollamenti e ottimizzando la gestione delle attività diminuendo in questo modo anche il rischio di contagio tra persone.

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"Questa iniziativa si inserisce nel solco del lavoro che come Federfarma Puglia stiamo portando avanti da tempo per rendere le farmacie sempre più vicine ai bisogni e alle necessità dei cittadini - aggiunge Vito Novielli, presidente di Federfarma Puglia -. Dopo la battaglia per la digitalizzazione delle ricette farmaceutiche, per l’attivazione del fascicolo sanitario elettronico, adesso siamo arrivati all’incentivo dell’utilizzo delle farmacie di comunità per la per la dispensazione di farmaci che richiedono un controllo ricorrente, quali i farmaci A-PHT. Un servizio che oltre a portare indubbi vantaggi ai cittadini che non saranno più costretti a recarsi in ospedale per ritirare i farmaci che servono loro come salvavita, alleggerirà il carico di lavoro delle strutture ospedaliere già fortemente provate dal particolare periodo storico che stiamo vivendo e contribuirà al contenimento della spesa farmaceutica".

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