Esercizio fisico contro il cancro al seno: dall’idea di un ricercatore barese nasce NEMO

Il motor scientist barese Antonio De Fano è l’ideatore di programmi di allenamento fisico ad hoc per gli ammalati di tumore volti a contrastare gli effetti invalidanti della chemioterapia

Il cancro al seno è la tipologia di neoplasia più frequente in assoluto per incidenza nella popolazione femminile. Soltanto nel 2017 si stima che alle 700mila donne già affette dalla patologia, si siano aggiunte altre 50mila donne e 500 uomini (nel 2015 i numeri indicavano, rispettivamente 48 mila e 300). Nel tentativo di contrastare l’avanzare della malattia le persone colpite devono sottoporsi a pesanti terapie oncologiche che alle volte possono avere effetti collaterali molto seri.

Con l’obiettivo di rendere meno invalidanti le cure a cui devono sottoporsi le pazienti, Antonio De Fano, esperto di scienze neuro-motorie barese laureato presso il corso di laurea magistrale internazionale in Health & Physical Activity dell'Università degli Studi di Roma Foro Italico, con formazione in “Neuroscienze cognitive e del movimento”, ha ideato NEMO, un progetto che si propone di sviluppare un trainer digitale per elaborare programmi di allenamento pensati ad hoc per le persone affette da tumore al seno. 

 “L’ispirazione per questo progetto – racconta a Baritoday Antonio De Fano – è nata in seguito ad una situazione che non ho vissuto direttamente ma che ha riguardato una persona a me estremamente cara. Non potendola seguire da vicino ho potuto constatare che se non mi fossi occupato io di lei dal punto di vista dell’attività fisica, non ci sarebbe stato nessuno a poterlo fare poiché non esistono centri o persone specializzate in questo”.

antonio de fano-2La scelta del nome NEMO non è casuale: “Inizialmente, volevamo utilizzare l'esercizio per contrastare una condizione medica specifica conosciuta come "Cancer-Related Cognitive Impairment" o "Chemobrain" che consiste in un decadimento cognitivo a seguito delle terapie oncologiche (perdita di memoria, attenzione, concentrazione, ecc) – spiega De Fano -. E quindi il nome deriva da "NEuroscienze e MOvimento", settore di ricerca di cui mi occupo. Inoltre, NEMO porta immediatamente alla mente "Alla ricerca di Nemo" o il "Capitano Nemo", opere entrambe accomunate dal mare, dalla ricerca, dalla guida verso qualcosa. Nella nostra idea, vorremmo essere proprio una guida per queste persone che si sentono perse (il nostro motto in inglese è "adjust your sails in the storm").

Così è nata l’idea di NEMO e il progetto ora è quello di servirsi della tecnologia (magari con un’app) che possa rendere i contenuti fruibili al maggior numero possibile di persone. “Al momento – continua Antonio -  non abbiamo ancora fondi a sufficienza per sviluppare un'applicazione. Anche per questo sto partecipando a dei programmi per l'avviamento di una startup e trovare investitori. In attesa di sviluppare l'app, io e i miei collaboratori abbiamo già avviato un servizio di consulenza gratuita per tutte le donne affette da cancro al seno. Chiunque volesse avere ulteriori informazioni o mettersi in contatto con noi può collegarsi al nostro sito ufficiale e scriverci attraverso la sezione contatti”.
 

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