Al Campus il 'funerale' della ricerca, sit-in contro le politiche del governo: "Non svendere il futuro dell'Università"

Alla manifestazione, svoltasi in contemporanea con altre città italiane, hanno preso parte anche studenti, docenti, ricercatori e personale amministrativo

La ricerca "appesa a un filo" se non già "morta" a causa degli "investimenti totalmente insufficienti": sit-in di protesta nel Campus Universitario, questa mattina, organizzato da Adi-Associazione Dottorandi e dottori di ricerca Italiani, Flc-Cgil e Link, per dire no alla "svendita del futuro degli atenei". Alla manifestazione, svoltasi in contemporanea con altre città italiane, hanno preso parte anche studenti, docenti, ricercatori e personale amministrativo: "La Legge di Bilancio 2019 - spiegano i promotori della rappresenta l’ennesima occasione mancata per un vero investimento su reclutamento e diritto allo studio. Gli attuali investimenti nell’università sono totalmente insufficienti e i criteri di ripartizione dei fondi sono fuori dalla necessità e dal reale fabbisogno".

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"Recuperare nei prissimi 4 anni 20mila posti"

I manifestanti hanno inscenato un 'funerale' della ricerca con tanto di ceri e manifesti mortuari. Numerose le richieste all'Esecutivo e al Ministero: "Chiediamo un piano di reclutamento e una riforma del pre-ruolo che consentano almeno di recuperare nei prossimi quattro anni i circa 20.000 posti di ricercatori e docenti strutturati persi dal sistema nazionale universitario negli ultimi 10 anni; finanziamenti per edilizia universitaria; manutenzione e costruzione di nuove residenze universitarie, aumento della no tax area e coperture del 100% delle borse di studio e di dottorato; per un riconoscimento e valorizzazione delle professionalità che operano negli atenei, per la stabilizzazione dei precari tecnici, amministrativi e bibliotecari". Confermato, dai manifestanti, 'avvio dello stato di agitazione fino al presidio nazionale del 14 dicembre ed oltre, "fino a quando non avremo le risposte che vogliamo".

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