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VIDEO | "I have a gift": lo spot della rete Alto potenziale racconta il mondo dei 'gifted children' a scuola

 

C'è una bambina seduta sul banco di scuola e tutt'attorno le voci di chi non riesce a riconoscere il suo talento: "Hai sempre la testa fra le nuvole", "Sei iperattiva", "Asociale". È il dramma dei 'gifted children', i ragazzini con abilità superiori alla norma che - in mancanza dei giusti strumenti - a scuola possono non essere valorizzati. Un ritratto perfettamente riprodotto nel videospot girato dal regista Vincenzo Ardito e dal videomaker Luca Desiderato.

La rete 'Alto potenziale'

Lo spot 2019 nasce con l'obiettivo, quindi, di mostrare cosa significa 'essere dall'altra parte', per i tanti gifted children che vanno seguiti con un percorso e strumenti di apprendimento specifico. La Puglia in questo è stata capofila nel maggio 2017 con la rete 'Alto potenziale', fondata dall'associazione di promozione sociale Città dei Bimbi con la supervisione scientifica del Lab Talento dell’Università di Pavia. Una rete a cui nel tempo si sono avvicinate tante realtà locali: Confindustria Bari - Bat, Asl, Comune e Politecnico di Bari, Cooperativa sociale “Arca di Noè”, Giscel, Universus - Consorzio Universitario per la Formazione e l’Innovazione, Regione Puglia - Assessorato Formazione e Lavoro, Politiche per il lavoro, Diritto allo studio, Scuola, Università, Formazione Professionale, Anci - Associazione Nazionale Comuni Italiani.

Poi naturalmente ci sono gli istituti che hanno dato il loro supporto per i 'plusdotati' e le loro famiglie, integrando specifiche metodologie di apprendimento che evitino i classici comportamenti riscontrati quando non c'è sensibilità nel riconoscere il talento di questi ragazzi speciali:

I bambini plusdotati sono bimbi che spesso incontrano difficoltà a relazionarsi con gli altri, hanno una spiccata sensibilità ed in genere vengono poco capiti, e magari esclusi dagli altri bambini.
Dopo i primi periodi si annoiano in classe, smettono di studiare, spesso abbandonano gli studi. Hanno sempre difficoltà ad autodisciplinarsi, perché sono sempre convinti che per avere successo (come succede quando sono piccoli) sia sufficiente la loro abilità e che non serva l’impegno.

Le scuole nel Barese 

La prima scuola ad aderire alla rete è di Bari: si tratta dell'istituto comprensivo 'Nicola Zingarelli', che al momento segue un totale di 1226 alunni appartenenti ai plessi di scuola dell'infanzia, primaria e secondaria di primo grado. Negli ultimi due anni, poi, altri istituti del capoluogo e della provincia si sono avvicinate ad 'Alto potenziale': a Bari l'istituto Mazzini-Modugno (1150 alunni), l'istituto Japigia 1-Verga (1141 alunni), il 14° Circolo Re David (1084 alunni), il XVII circolo didattico Poggiofranco (947 alunni), l'istituto Massari Galilei (709 alunni), l'istituto Umberto I - San Nicola (673 alunni), la El/7 C.D. Montello – S.M. Santomauro (206 alunni), l'Amedeo D'Aosta (576 alunni) e l'istituto tecnico tecnologico e liceo scientifico Marconi – Hack. A questi si aggiungono poi altri otto istituti nella provincia, tra cui le scuole di Gravina, Turi, Monopoli e Santeramo.

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