Il Pulo di Molfetta: archeologia, storia e natura scavati nella roccia calcarea

Tra le tante macroforme dovute all'effetto del carsismo vi è una a soli 2 chilometri dall'abitato di Molfetta: il Pulo, un’incredibile voragine, scavata nella roccia calcarea e nata in seguito al crollo della volta di numerose cavità sotterranee

Facebook Museo Archeologico del Pulo di Molfetta

Il nostro territorio carsico è caratterizzato da una serie di grotte e depressioni che creano un paesaggio unico, quello della nostra amata Puglia. Tra le tante macroforme dovute all'effetto del carsismo vi è una a soli 2 chilometri da Molfetta: si tratta di un’incredibile voragine, di forma ovoidale e profonda 30 m, scavata nella roccia calcarea e nata in seguito al crollo della volta di numerose cavità sotterranee, il Pulo.

Questa depressione, proprio come quella di Altamura, si apre improvvisamente tra i campi coltivati ed è frutto di un fenomeno molto diffuso in tutta la regione, quello del carsismo.

Origini

Di origini piuttosto remote, si pensa che il cedimento delle cavità sia avvenuto già dal Neolitico, così come testimoniato dai ritrovamenti di importanti reperti archeologici.

Come stabilito dai geologi, questo processo di formazione può essere datato tra i 250 e i 60 milioni di anni fa e si manifesta, proprio come nel caso del Pulo di Molfetta, con delle pareti a strapiombo che conservano al loro interno numerose grotte, ognuna delle quali disposte a quote diverse e tra loro comunicanti.

La loro origine, dunque, risale e migliaia di anni fa, quando in questa località scorreva ancora abbondante acqua. È stata proprio la sua forza, in unione con l’anidride carbonica, a erodere la roccia e a contribuire a creare questi canali all’interno del terreno.

Cosa vedere

Di particolare importanza è la Grotta del pilastro, una cavità che si sviluppa su tre livelli e che presenta in quello superiore un pilastro calcareo, ultimo residuo di un tratto che in passato divideva la struttura in due e che presentava un restringimento di sezione in basso proprio lì dove le acque si incanalavano.

Il Pulo di Molfetta, inoltre, ricopre un ruolo importantissimo anche dal punto di vista della biodiversità faunistica e botanica: all’interno della sua cavità, infatti, ci sono una grande varietà sia di piante autoctone che di quelle introdotte dall’azione umana, che hanno poi cambiato la vegetazione originaria.

Un altro valore aggiunto di questo luogo è da riscoprirsi all’interno di un altro raro tesoro, questa volta frutto dell’uomo: la nitriera borbonica. A fianco del villaggio preistorico, delle grotte e delle sue sepolture è presente questa fabbrica utilizzata per l’estrazione e la lavorazione del nitrato, componente indispensabile per la produzione della polvere da sparo, struttura poi caduta in declino a causa dei provvedimenti borbonici e con la rivoluzione francese.

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(Fonte: Puglia.com)

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