Gruppo Randazzo, esempio di amore verso l’ambiente

L'esempio virtuoso di un marchio aziendale che ha deciso di puntare sulla sostenibilità, con negozi che scelgono materiali ecologici, risparmiano carta, riciclano e prediligono le rinnovabili

© Noortje Schmit

Quante volte pensiamo che in fin dei conti non è solo colpa mia se la Terra oggi si trova a queste condizioni; aspettare che l’altro, che ha sempre più colpa di me, faccia il primo passo per contribuire con un piccolo gesto alla salvaguardia dell’ambiente e poi, se mi va, seguirlo; o addirittura lavarmene le mani, è un atteggiamento non solo sbagliato ma che fa ancora più male all’ambiente. La responsabilità è di tutti. E tutti dobbiamo, nel nostro piccolo, fare qualcosa. La terra non accetta più scusanti.


 

Per questo è un piacere raccontare esempi virtuosi, non solo di singole persone, ma anche di aziende che, senza rinunciare al profitto, decidono di investire anche sull’ambiente, donando un contributo concreto alla salvaguardia del pianeta terra.

Un esempio è quello del Gruppo Randazzo, un’azienda nata a Palermo alla fine dell’Ottocento che di anno in anno ha saputo rinnovarsi e crescere fino a diventare, con la costituzione di Optissimo, un marchio leader nel settore dell’ottica, che dalla Sicilia si è fatto conoscere su tutto il territorio nazionale.


 

Ha scelto la strada dello sviluppo sostenibile, in cui salvaguardia ambientale e limitazione dei costi sono legati a doppio filo. Il primo passo è stato l’ecostore, un modello di negozio rispettoso dell’ambiente sotto tutti i profili: arredi rigorosamente in materiali riciclati ed ecosostenibili come plastica, vetro e carta, cassettiere in ecolegno, banchi cassa in ecopietra, pareti dipinte solo con pitture ad acqua; illuminazione realizzata tutta con lampade a led -che consentono un risparmio fino al 70%-; impianti di condizionamento con sistemi VRS con regolazione di assorbimento dei consumi energetici; energia elettrica che proviene solo da fonti rinnovabili certificate; auto aziendali elettriche o full hybrid e/o dotati di sistemi a efficienza energetica. Il primo ecostore nasce a Parma nel 2011 e ad oggi si contano ben 20 negozi nature-friendly su tutto il territorio nazionale tra cui anche a Bari.


 

Ma questo non è tutto: nel laboratorio viene, inoltre, utilizzato un sistema di filtraggio particolare denominato “filtrobox”, che permette la raccolta e la separazione dei fanghi di molatura durante la lavorazione delle lenti, con una diminuzione della produzione di rifiuti speciali di circa il 40%. Un efficace sistema di digitalizzazione dei documenti, infine, permette di risparmiare carta, al punto che vengono salvati 63 alberi all’anno.


 

I risultati riscontrati con l’ecostore non sono da sottovalutare. Come riporta Alternativasostenibile.it, in meno di tre anni il consumo medio di elettricità si è ridotto del 6,5% in ciascun negozio del marchio Randazzo che ha aderito a questo progetto “Impatto Zero”, con una riduzione media dei consumi di energia elettrica rispetto a un normale punto vendita tra il 25 e il 50% (fino a 80 mila KW), il che si traduce in un risparmio fino a 12 mila euro.


 

Ma questo vuol dire anche un notevole guadagno per l’ecosistema: da quando è partito il progetto le tonnellate di CO2 risparmiate all’atmosfera sono 12 mila, esattamente l’equivalente di quanto assorbe una foresta di 18 milioni di metri quadri, ovvero grande come il Veneto intero.