As Bari, Montemurro: "Non siamo un bluff: Matarrese paghi i debiti e poi potrà vendere"

I due (ex) acquirenti rispondono punto su punto alle accuse della proprietà. Per Rapullino "una società che mi fa perdere 9 milioni di euro all'anno negli ultimi 7 anni l'avrei regalata".

"Da parte loro c'è volontà di vendere il Bari, da parte nostra di comprare, ma ci sono condizioni impossibili. La cosa migliore è che Matarrese depuri il debito di 31 milioni e la venda. Noi non siamo un bluff". Una conferenza stampa (qui il resoconto live) per rispondere punto su punto alle accuse di Antonio Matarrese. Montemurro e Rapullino hanno incontrato i giornalisti per illustrare la loro verità sulla trattativa naufragata. Un racconto stridente in molti punti con quello dell'attuale proprietà, a cominciare dalla diatriba sulle condizioni di vendita e su un clim anon sempre idilliaco tra le parti: "Quando abbiamo proposto un confronto pubblico - ha spiegato ai media Luigi Rapullino - ci hanno risposto che avevano 36 anni di storia. Cosa siamo noi, dei delinquenti? Dal punto di vista puramente economico Matarrese invece ha riferito che negli ultimi hanno hanno messo 42 milioni di euro, 12 nell'ultimo anno, con 30 milioni di debiti. Una società che mi fa perdere 9 milioni di euro all'anno negli ultimi 7 anni l'avrei regalata. L'operazione non era alla nostra portata? Queste operazioni di questa entità - ha proseguito Rapullino - le facciamo da diversi anni, ovviamente in altri settori. Non abbiamo assolutamente bisogno di pubblicità. Non ho mai rilasciato interviste ai media nazionali e locali. Abbiamo sempre cercato il basso profilo della trattativa".

Il nodo principale era quindi, aldilà di scaramucce e malintesi, rappresentato dalle passività, vero scoglio insormontabile dell'affare, dove si concentrano le reciproche accuse. Se i Matarrese rimproverano la controparte di non aver fornito adeguate garanzie, i due acquirenti rispondono con l'esatto contrario: "La famiglia Matarrese - rivela l'avv. Pistone, del collegio tecnico dei due compratori - ha abbandonato le trattative perchè si è resa conto che i soldi degli acquirenti non erano sufficienti per coprire il debito. I Matarrese avrebbero dovuto attingere alle proprie finanze". Pistone parla poi di questioni gestionali: "Nella bozza inviata dai legali dei proprietari il cda avrebbe dovuto assumere decisioni all'unanimità per questioni tecniche. Non era possibile, accettare una clausola del genere dal punto di vista tecnico e sportivo. Nel preliminare inviato dall'avv. Biga si parlava di un acconto o una caparra di 2 milioni. Abbiamo optato per la scelta più a favore della società, da 1,5 milioni. Matarrese ci assicurò che il problema lo avremmo risolto in privato, senza tecnici ed era pure disposto a fare uno sconto".

Il legale smentisce poi le affermazioni del collega della controparte, secondo le quali le garanzie degli acquirenti non erano certificate. "Biga - afferma Pistone - si è sostituito ai Matarrese. Da parte nostra le garanzie fornite da noi rientrano nell'elenco autorizzato dal Testo Unico Bancario". Montemurro è amareggiato, ma non se la sente di sfogarsi, nè di promettere una riapertura delle trattative: "Se vogliamo continuare a portare un discorso mediatico - dice -  noi non ci stiamo. Ci è stata sbattuta la porta in faccia. Non siamo abituati ad attaccare. Se avessero voluto, sui 4 punti controversi, sarebbe bastata una telefonata".

Montemurro ha poi spiegato il suo progetto di sviluppo triennale, rivelando anche piani futuri per alcune iniziative che sarebbero state apprezzate dai tifosi: "Volevamo dare una location al settore giovanile - afferma - con un centro sportivo da 5 ettari a Palese, cosa mai pensata in 36 anni. Per questo diciamo che questa società, giocatori a parte, vale zero. I 6,5 milioni definiti tesoretto non erano disponibili. Nessuno ti regala niente. Il progetto era anche quello di portare la squadra in provincia, dando la possibilità di far giocare a Gioia del Colle la Primavera e gli Allievi nazionali, disputando anche la partita infrasettimanale del mercoledì in un luogo itinerante. Mi hanno dipinto come il sognatore. I tifosi in realtà vogliono sapere quali sono i programmi. Per anni sentiamo che Bari è un trampolino di lancio da parte dei giocatori. Cosa mi resta come tifoso? Cosa resta anche ai giornalisti? E' invece fondamentale un progetto". Che attualmente, non c'è.

Rapullino spiega anche l'atteggiamento della 'terza gamba' della cordata, che sembrava fosse venuta improvvisamente meno: "I venezuelani ci sono e sono nostri partners dove commercializziamo dei nostri prodotti. La società aveva potenzialità enormi. Quando abbiamo raccontato loro la situazione tecnica si sono raffreddati. Ci hanno detto di ripurirla e renderla trasparente. Dopo sarebbero entrati al 33%, come me e Montemurro. Il progetto avrebbe portato il Bari anche in Sudamerica.

In chiusura, Montemurro e Rapullino comunicano una generosa sorpresa: "Le Società Sideralba e Nuova Meridionale Grigliati - scrivono in un comunicato - intendono versare 50mila euro in 20 borse di studio da assegnare per sorteggio tra le scuole baresi con l'auspicio che vadano a studenti bisognosi. La gestione dell'iniziativa verrà affidata al presidente dell'Ordine dei Giornalisti di Puglia".

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