Bari-Carpi 2-2, le pagelle: Galano e Statella ok, il resto è buio totale

Il fantasista foggiano unico a tentare di raddrizzare il match, e propizia il gol del pareggio realizzato dall'esterno, alla sua prima presenza in campionato. Male tutto il resto della squadra. Guarna incolpevole

Il tecnico biancorosso Roberto Alberti

Il più brutto Bari della stagione, riesce nel finale ad evitare la sconfitta in casa contro il Carpi. Nella partita in cui Mbakogu si conferma bestia nera dei galletti, le luci dei riflettori si concentrano su Giuseppe Statella, fino a ieri oggetto misterioso, diventato protagonista con il gol del 2-2, realizzato nel giorno del suo esordio in campionato.
A far notizia però, sono state le contestazioni dei tifosi, rivolte alla società prima, e ai calciatori poi. E nel dopo gara si parla di forti tensioni negli spogliatoi, con Zavettieri che avrebbe abbandonato in fretta lo stadio. E in una stagione travagliata come quella che il Bari sta vivendo, sono episodi che si eviterebbero volentieri

Le pagelle

BARI (4-2-3-1) Guarna 6; Sabelli 5,5 Ceppitelli 5,5 Chiosa 5 Calderoni 5,5; Sciaudone 5 Fossati 5,5 (32’st Lugo s.v.); Galano 6,5 Fedato 4,5 (18’st Joao Silva 5,5) Defendi 5 (29’st Statella 6,5); Marotta 5,5. A disposizione: Pena, Vosnakidis, Beltrame, Polenta, De Falco, Romizi. All. Alberti 5

Guarna 6 – Due volte beffato da Mbakogu. Per l’ennesima partita raccoglie la palla in fondo al sacco, con la consapevolezza di non avere colpe. Magra consolazione

Sabelli 5,5 – Fino a quando il Bari gira, è tra i più positivi e propositivi. Sparisce lentamente dal campo, e partecipa alla dormita di gruppo, in occasione del raddoppio di Mbakogu

Ceppitelli 5,5 – Mezzo voto in più per il gol realizzato. Evidenti le responsabilità sui due gol, in particolar sul secondo

Chiosa 5 – Sprofonda anch’egli nel baratro della mediocrità. Tenera, come il tonno che si taglia col grissino, l’opposizione a Mbakogu sul primo gol

Calderoni 5,5 – Stessa partita di Sabelli. Inizio rock, che scema velocemente diventando lentissimo

Sciaudone 5 – Deve limitare i suoi inserimenti, essendo uno dei due frangiflutti del Bari. Il ruolo lo penalizza, ma gli errori anche più banali, certificano la giornata no, al di là di ogni analisi tattica

Fossati 5,5 – Molto bene nel primo tempo, in cui si spende tra i lavori di direttore d’orchestra, e quelli di magazziniere. Provvidenziali alcuni recuperi difensivi, fino al crollo verticale

Galano 6,5 – Si potrebbe paragonarlo ad un ciclope in mezzo ad una pletora di ciechi. Unico a crederci davvero, pur con qualche pausa di troppo. Propizia il gol del pareggio

Fedato 4,5 – Riproposto a sorpresa come trequartista centrale, di lui si ricorda soltanto un cross da sinistra, che Galano per poco non devia in rete. Poi, come spesso è accaduto, manda in campo il suo ologramma

Defendi 5 – Prima esterno, poi mezzala, quando Alberti attua il passaggio al 4-3-3. Sarà che la sua duttilità è apprezzabile, ma troppi cambiamenti alla lunga confondono

Marotta 5,5 – Inizio incoraggiante, con i suoi movimenti ad allungare la squadra, e il suo lavoro per favorire gli inserimenti dei trequartisti. Si appanna come tutti, anche perché il Bari non va oltre i lanci lunghi senza senso

Joao Silva 5,5 – Pronti via, con una violenta inzuccata, per poco non batte Nocchi. Poi comincia il tiro al bersaglio, centrando ogni cosa, dalla curva, alla schiena di Marotta, tranne la porta, sollecitando le contestazioni del pubblico. Nel finale si riavvicina al gol, quando torna a giocare con la testa, letteralmente parlando

Statella 6,5 – Il suo ingresso sembra quasi certificare il momento di disperata confusione del tecnico. Poi, l’episodio che non ti aspetti, la palla giusta, scaraventata in rete, che ti cambia il pomeriggio e forse anche la stagione

Alberti 5 – La squadra dura 27 minuti. Poi si sfalda come una barretta di cioccolato esposta al sole di agosto. A parte le solite dormite difensive, preoccupa la totale assenza di reazione, segno di una personalità che in molti non possiedono, o forse (cosa ancor più grave) hanno lasciato a casa. Statella lo salva, ma se l’anima di questa squadra si rispecchia nel suo tecnico, è bene che faccia delle attente riflessioni

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