FC Bari, i Seguaci della Nord attaccano squadra e club: "La nostra pazienza è finita"

Il gruppo, tra i più rappresentativi del tifo organizzato biancorosso, ha diramato un comunicato dai toni aspri e minacciosi, contestando squadra e società

Le due sonore sconfitte contro Empoli e Venezia hanno lasciato il segno sul Bari, evidenziando una crisi di gioco e risultati che ha allontanato la formazione pugliese dalla vetta della classifica sino a relegarla ai margini della zona play-off.

A patire particolarmente la situazione sportiva dei galletti sono soprattutto i tifosi biancorossi, increduli di fronte al rendimento dei propri beniamini e spaventati dalla prospettiva di vedere svanire anzitempo (e per l'ennesima volta) le proprie speranze di promozione.

Il tifo organizzato barese ha dunque scelto di mobilitarsi emanando un comunicato firmato dai Seguaci della Nord, dai toni particolarmente aspri, in cui vengono contestati calciatori e società, con la minaccia di "una linea dura" che innescherebbe "una pericolosa spirale che non si sa dove possa portare".

Di seguito il testo integrale del comunicato:  

"Mai avremmo voluto scrivere queste parole, ma le circostanze ci inducono a farlo. Fino a due giorni fa, la pazienza, l’ascolto e la credibilità nei confronti di squadra e società sono stati elementi e valori che hanno prevalso sui risultati negativi che generavano rabbia e delusione in una piazza stanca di aspettare di tornare a giocare là dove i numeri e la storia ci dicono che dovrebbe essere. 
Solo la scorsa settimana avevamo chiesto il massimo impegno affinché si potessero evitare ulteriori figure di m***a. Purtroppo, i tre goal in ‘45 presi a Venezia ci spingono a inasprire la nostra linea, coerentemente con quanto detto a inizio stagione. Pertanto, calciatori, allenatore e dirigenza al completo, per la Curva Nord e per tutti i veri tifosi del Bari, sono tutti in discussione.

A cominciare dal Direttore Sportivo, che ha movimentato, tra entrate e uscite, 104 calciatori in soli due anni. Lo stesso Direttore Sportivo che a volte ha deciso di far passare qualcuno per “colpevole” pur di tutelare la sua figura agli occhi della piazza e di una presidenza che, oltre ad aver l’obbligo di essere schietta e sincera con la tifoseria, dovrebbe avere più polso ne confronti di tutti i suoi tesserati.

Passiamo all’allenatore: deve imparare a gestire meglio i contenuti delle dichiarazioni post partita, magari utilizzando una terminologia che non lasci spazio a polemiche o incomprensioni con gli stessi calciatori. Capiamo benissimo che sia difficile gestire una rosa molto ampia, con tutti i problemi che ne derivano (gestione gruppo e formazione, su tutti)... Bari, però, non ha bisogno di gente remissiva; Bari è una piazza che vorrebbe vedere negli occhi di Grosso la stessa determinazione mostrata nei secondi che hanno preceduto il rigore decisivo contro la Francia, nella finale del mondiale del 2006.

Capitolo calciatori: la maglia del Bari ha 110 anni di storia; Bari è una piazza importante che da tutto ma che esige rispetto e professionalità da parte dei suoi tesserati. Foste una squadra mediocre, non avremmo mai usato queste parole e ci saremmo attenuti ai tre anni di tempo richiesti per poter centrare l’obbiettivo, ma lo facciamo perché crediamo che - una squadra prima in classifica fino a poche settimane fa - non può e non deve mollare, soprattutto con 18 gare ancora da affrontare.

D’ora in avanti, oltre a seguire con ancora più vigore le vicissitudini della FC Bari, non vi sarà più perdonato nulla: la nostra pazienza è finita. Pertanto, diamo pochi giorni di tempo agli addetti ai lavori per ristabilire gli equilibri e riprendere a funzionare. In caso contrario, saremo costretti a proseguire con la linea dura di Venezia, innescando una pericolosa spirale che non si sa dove possa portare".

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