Scandalo calcioscommesse: nuovi presunti coinvolgimenti per il Bari

Francesco Giannone, commercialista di Beppe Signori e figura centrale della vicenda, dice dei biancorossi: "Una delle squadre più avvicinabili". E spuntano fuori minacce con armi al portiere Paoloni

Potrebbe aggravarsi la posizione del Bari nello scandalo relativo al calcioscommesse: pare che Francesco Giannone, commercialista di Beppe Signori e figura centrale della vicenda, abbia riferito al gip Guido Salvini che i biancorossi erano "una delle squadre avvicinabili". E Paoloni, nel frattempo, parla di minacce ricevute con una pistola da un amico dello stesso Giannone e dell'ex capitano barese Bellavista.

BARI SQUADRA 'AVVICINABILE' - "Il Bari è una delle squadre che ritenevamo avvicinabili tramite Bellavista": con queste parole Francesco Giannone ha chiamato nuovamente e fortemente in causa la squadra biancorossa. Secondo quanto pubblicato ieri da Repubblica, infatti, il commercialista di Beppe Signori avrebbe riferito spontaneamente (e non in un'intercettazione come nei precedenti casi) al gip di Cremona Guido Salvini durante l'interrogatorio di garanzia quanto sopracitato aggravando la posizione della compagine di via Torrebella. I biancorossi entrano così ufficialmente nella seconda parte dell'inchiesta sulla vicenda che sta sconquassando il mondo del calcio nostrano visto che la squadra mobile di Cremona, in seguito a quanto dichiarato da Giannone, ha avviato degli accertamenti su alcune partite del club barese. Le partite in questione sarebbero Bologna-Bari (0-4) dell'ultima giornata, il derby Bari-Lecce vinto dai salentini 2-0 (etichettata come "una partita facile" con il Lecce che va "liscio come l'olio" secondo gli scommettitori prima della gara), Bari-Chievo 1-2 del 20 marzo (stessa domenica della combine mancata di Inter-Lecce che fa dire in una telefonata alle persone coinvolte "Per fortuna è andata bene il Bari...") e Parma-Bari dello scorso aprile, finita 1-2 per i biancorossi (partita per la quale, come annotato dalla polizia giudiziaria, 'Bellavista chiede a Marco se ha parlato con Andrea. Marco dice che Andrea ha paura e che sarebbe meglio contattare Nicola. Bellavista insiste in quanto questi vanno a Parma. Marco dice di aver provato a contattare anche Parigi'. Andrea, Nicola e Parigi potrebbero essere, nell'ordine, Masiello, Belmonte e Parisi).

PAOLONI MINACCIATO CON LA PISTOLA - Altri dettagli inquietanti emergono dalle trascrizioni dell'interrogatorio di Marco Paoloni, portiere di Cremonese e Benevento e altro punto cardine della vicenda: secondo il giocatore, in seguito alle errate combine relative a Inter-Lecce e Benevento-Pisa, un amico di Bellavista e Giannone lo avrebbe minacciato con una pistola. Questo lo stralcio delle dichiarazioni di Paoloni concernenti l'evento in questione: "Successivamente, quando le cose ormai erano andate male e avevo ricevuto minacce da Giannone, Bellavista ed Erodiani, ho aggiunto che i giocatori dell’Inter erano d’accordo e avevano cambiato idea. Bellavista e Giannone mi hanno chiamato e mi hanno minacciato facendomi presente che dovevo dare loro la somma di 300.000 euro. Ricordo in particolare le minacce di Bellavista. Qualche giorno dopo mi contattarono Giannone e Bellavista, i quali mi preannunciarono l’arrivo di un loro amico a Benevento, il quale avrebbe dovuto ritirare l’assegno. Io lo compilai in maniera frettolosa anche perché intimorito dell’importo di 300 mila euro. Peraltro Giannone voleva ulteriori 50.000 euro sempre in assegno. Quel tale di Bari, amico di Bellavista e Giannone, presentatosi effettivamente a Benevento sotto l’albergo dove abitavo, verso le 12.30, mi ha minacciato con una pistola. Ricordo che fece il gesto di estrarla dalla giacca ed io ho avuto modo di vedere nitidamente l’arma che mi pareva una semiautomatica”.
 

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