Cessione As Bari, game over: tra Matarrese e Montemurro volano gli stracci

La proprietà chiude ogni ipotesi di vendita con un comunicato di fuoco: condizioni "talmente inaccettabili ed addirittura offensive da rivelare inequivocabilmente l'inesistenza di alcuna seria volontà negoziale"

Peggio di così non poteva terminare. La trattativa per la cessione dell'As Bari è definitivamente sfumata dopo il pesantissimo comunicato diramato dalla famiglia Matarrese, ieri sera, successivamente all'analisi della contro-bozza presentata dallo staff legale di Montemurro e Rapullino, nella quale, secondo gli attuali proprietari del club, vi erano "condizioni non contenute nella prima bozza da esse già pervenuta in data 10 luglio 2013" ritenute "talmente inaccettabili ed addirittura offensive da rivelare inequivocabilmente l’inesistenza di alcuna seria volontà negoziale".

Una vera e propria pietra tombale su una telenovela durata oltre 2 mesi e che segnerà, inevitabilmente, un ulteriore motivo di divisione e attrito tra i patron del club e la piazza che auspicava quasi per intero un cambiamento. Un finale amaro, dai toni sprezzanti, non giustificato se pensiamo alle lunghe negoziazioni, agli incontri, alle voci di altri acquirenti susseguitesi in queste settimane e, inaspettato se consideriamo le parole di Antonio Matarrese, il quale confermava più volte il disimpegno della sua famiglia entro l'estate.

Nel comunicato di ieri è emersa anche l'eventualità di strascichi legali: "La Salvatore Matarrese Spa riserva ogni opportuna azione risarcitoria" si legge "imputabile in via diretta ed esclusiva al comportamento pre-contrattuale tenuto dalle società La Nuova Meridionale Grigliati Srl e Sideralba Spa". Incolmabili, sono sembrate, le distanze relative non solo alla valutazione patrimoniale della società, ma anche alle garanzie che i Matarrese volevano dagli acquirenti. Sarebbero emerse anche divisioni sul nuovo assetto di comando e la composizione futura del cda. Nessun accordo nemmeno per la gestione dei debiti.

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A quanto pare, 80 giorni di trattative, non hanno sortito nessun effetto concreto, ma hanno avuto il 'merito' di ritardare quanto più possibile la costruzione di una squadra e la preparazione della nuova stagione. Roba mai vista nelle pur numerose trattative divenute sogni di mezza estate per un ambiente sempre più disamorato della propria squadra. Non resta che aspettare le due conferenze-sfogo delle parti in causa, programmate per i prossimi giorni. Gli stracci sono già pronti a volare.  

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