Cornacchini gioia promozione: "Contava solo vincere. Futuro a Bari? Non dipende da me"

Il tecnico biancorosso ha parlato dopo la gioia di Troina che ha regalato la promozione in Serie C alla sua squadra. "Riconferma? Ancora non lo so, spero non dipenda dalle critiche, ma dai risultati"

Giovanni Cornacchini

Domenica 28 aprile, quando al San Nicola arriverà il Rotonda, il Bari avrà finalmente l'opportunità di festeggiare la promozione in Serie C davanti ai suoi tifosi. L'immediato ritorno tra i professionisti - sebbene manchino ancora due gare della regular season più quelle della poule Scudetto - per i galletti è cosa fatta e il merito è anche di mister Giovanni Cornacchini.

A qualche giorno di distanza da quel giovedì di festa iniziata sul campo del Troina e proseguita all'aeroporto, il tecnico dei biancorossi è intervenuto in una lunga conferenza stampa per ripercorrere le principali tappe di questa stagione. "Finalmente possiamo parlare di Serie C ora che siamo riusciti ad ottenere ciò che ci eravamo prefissi. Se è stata una faticaccia? Per me è stata la normalità, le difficoltà fanno parte del campionato. Il risultato è quello che serviva ed è stato raggiunto. Contava vincere il campionato con le buone o con le cattive, ce l’abbiamo fatta. I festeggiamenti? Quelli veri devono iniziare".

"Le critiche stimolano a fare ancora meglio"

Il tecnico originario di Fano è senz'altro più rilassato rispetto a qualche tempo fa, quando si era trovato bersaglaito dalle critiche: "Sono felice e sono contento per come sono andate le cose. Togliermi sassolini dalla scarpa? Mi piacerebbe ma resisto. Di fronte alle critiche reagisco in una maniera per me valida, mi danno lo stimolo per far vedere che non sono fondate. Ce ne sono state tante, non ci fossero state". Inevitabile la solita domanda sulla sua eventuale conferma alla guida dei galletti: "Non si è parlato di nulla, non ci sono problemi, ancora non c’è tempo. Preferisco evitare di rispondere a questa domanda. Non so se è nella prassi ma è giusto così". Sulla spaccatura creatasi in seno al tifo, in merito alla sua riconferma: "La contestazione nei miei confronti mi dà una carica enorme per far vedere il mio valore. Per me è uno stimolo enorme, se poi va a condizionare la riconferma è un problema grave, per come la vedo io va a discapito della società. Io credo che chi è a capo della società sa già bene cosa deve fare, la gente può pensare ciò che meglio crede, non mi disturba ma mi dà energie per finire al meglio".

"Potevamo far meglio ma ciò che contava era vincere"

Moltre delle critiche mosse a Cornacchini vertevano intorno al fatto che il suo Bari non giocasse un calcio totalmente spumeggiante, oppure erano relative al fatto che una squadra con una società così importante alle spalle avrebbe dovuto letteralmente ammazzare il campionato. "Chi fa parte del mondo del calcio sa che spendere tanto non vuol dire essere sicuro di vincere - ha puntualizzato il tecnico -. Io la penso così, quando vedo che qualcuno dice certe cose, sono sincero, per me è una mancanza di rispetto ma finisce lì. Ognuno può dire quello che vuole. Non c’era tempo per il calcio champagne, c’era da essere molto pratici a prescindere da come e in quanto tempo è stata assemblata la squadra. A livello di gioco si poteva far meglio ma da quel punto di vista avremo tempo, o per me o per qualcun altro". Nulla da dire sull'organico messo a sua disposizione: "La squadra per come è stata costruita aveva delle qualità, attaccava bene la profondità, non c’è un play ma aveva due giocatori bravi a riconquistare palla e verticalizzare subito. Sono stati subiti pochi goal anche per la bravura a difendere del centrocampo. Giocatori molto bravi nelle ripartenze. Uno deve sfruttare le caratteristiche che ha. Ci siamo riusciti ma si poteva giocare anche meglio. Abbiamo cercato di seguire questa via".

"Dietro al club c'è una società forte"

A chi gli parla di record Cornacchini risponde come sempre: "Per me è inutile parlarne anche perché parliamo di categorie diverse. Io avevo in testa soltanto di far bene. Pur essendo in D vincere non è mai facile, la città, i giornalisti non potevano aspettarselo, per tutti era un campionato molto semplice ma la realtà è un’altra. Il tifoso deve essere contento della società che ha preso il club, è una società solida, quindi deve sperare che i De Laurentiis rimangano qui a lungo. Di allenatori e giocatori ce ne sono una marea, le proprietà serie, invece, sono sempre meno".

Nell'eventualità dovesse essere ancora lui il tecnico Cornacchini non dovrebbe chiedere particolari garanzie per rimanere: "Mi sembra che la scorsa estate l squadra sia stata fatta davvero in fretta, per mancanza di tempo. Per chi arriverà o per me, sicuramente ci sarà un percorso diverso nelle scelte. Da quel punto di vista lì sarà un po’ più facile ma il campionato sarà complicato perché il Bari dovrà vincere sempre, sempre con punteggi importanti, ai primi pareggi o sconfitte ci saranno mugugni, ma ci sarà tempo in più per lavorare".

Riguardo agli eventuali calciatori da confermare per la Serie C, le restanti gare e la poule Scudetto, Cornacchini ha poi aggiunto: "Le partite che restano le affronteremo com'è giusto che sia, dovremo essere professionali al massimo senza regalare nulla come nessuno ha regalato nulla a noi. Dobbiamo ritrovare energie, siamo professionisti anche se siamo tra i dilettanti. Non penso a cosa succederà durante la poule Scudetto. Riguardo il gruppo non so che dire, non sapendo ancora se rimarrò qui non posso fare valutazioni".

"I ragazzi meritavano di festeggiare da protagonisti"

Molti sono stati colpiti dall'epilogo di Troina quando al triplice fischio Cornacchini ha guadagnato la via degli spogliatoi lasciando festeggiare i propri ragazzi: "Io sono convinto di una cosa: sono i giocatori che vanno in campo. Puoi spiegare loro di tutto, ma se non le capiscono fanno fatica. Il merito era dei ragazzi e non avevo voglia di toglierglielo. Non l’avevo programmato, ho fatto così d’istinto. Anche se si gioca in Serie D, hai vinto è giusto festeggiare. Io a 53 anni non posso cambiare, la tifoseria è strepitosa, io ho un mio carattere. Mi sembrava giusto che i ragazzi ricevessero l’affetto dei tifosi. So cosa vuol dire giocare al top e poi in campi che non danno stimoli, devi avere passione. Per me giocare per strada o a San Siro era la stessa cosa. Il campionato per cui ho gioito di più è stato un torneo d'Eccellenza".

"Porterò con me il ricordo dell'intera stagione"

A prescindere che a sedersi sulla panchina del Bari nel prossimo campionato ci sia lui o un altro allenatore, Cornacchini ha assicurato che porterà con sé un ricordo importante della sua esperienza biancorossa: "Porterò con me davvero tutto. Molto di quello che è successo nello spogliatoio voi non potete saperlo. La gestione di alcune dinamiche poteva essere complessa ma è stata stimolante. Mi porterò tutto: dalla chiamata iniziale di Pompilio (il giorno in cui Cornacchini fu individuato come potenziale tecnico del Bari ndr).

Aspettavo con grande apprensione, per me poteva essere una cosa importante e lo è stata. Ho solo ricordi positivi. La vittoria preferita? Per me è stata quella di Acireale in 9 su un campo improponibile e al netto di un'accoglienza non proprio al top. Fu espulso anche Picaro (ride ndr)". Un calciatore a cui è particolarmente affezionato: "Simeri è il calciatore in cui mi rivedo di più, non tanto dal punto di vista tecnico quanto perché anche io ero un po' indolente durante la settimana. La domenica mi veniva abbastanza naturale far goal, l'allenamento quindi passava in secondo piano poi ho capito l'importanza dell'allenamento. Anche lui mi sembra che l'abbia capito, conta allenarsi sempre al top".

Da parte del tecnico anche una menzione speciale per i giovani: "Tutti hanno dato tanto ma la sorpresa sono stata soprattutto loro. Chi più chi meno, si sono comportati molto bene. Giocare a Bari non è semplice per i grandi, provate a pensare per un giovane. Hanno avuto personalità e hanno prospettive importanti". Infine un pensiero complessivo: "Avverto sensazioni positive, la festa in aeroporto è stata una cosa piacevole. Cosa voglio dare al Bari? Tutto me stesso, la mia passione, le mie valutazioni le ho sempre fatte in funzione del progetto. Sono un passionale. Ci vogliono anche calciatori così".

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