Caos Bari Calcio: le opinioni di giornalisti e tifosi

Tamborra: "Muro contro muro fra Comune e Matarrese che non giova a nessuno". Lucarelli: "I tifosi non hanno bevuto la storia dell'errore relativo alla delibera sull'istanza di fallimento"

Come ormai chiaro, il polverone sollevato dalla questione relativa al fallimento del Bari Calcio si ingrandisce sempre più. Fra sette giorni si sapranno novità in merito alla vicenda, nel frattempo il dibattito fra tifosi e addetti ai lavori è accesissimo. Proprio per questo noi di BariToday abbiamo raccolto le impressioni di alcuni giornalisti e tifosi biancorossi in merito alla vicenda.

Partiamo da Enzo Tamborra, inviato di Sky Sport e giornalista di TeleBari: "Il pasticcio creato è brutto, le scuse sono doverose ma non bastano. La situazione mi pare piuttosto inquietante e non mi piace soprattutto l'idea che in una giunta gli assessori siano distanti anni luce da Emiliano. Non pare esserci la coesione che ci dovrebbe essere in una giunta comunale. Per quanto riguarda la situazione del Bari, credo che pesi molto il rapporto non idilliaco esistente da sempre fra Emiliano e i Matarrese. Si è creato un muro contro muro che non giova a nessuno. Io personalmente sono dell'idea che se uno ha da pagare alla collettività deve pagare. Forse, però, nei tempi c'è qualcosa che non va nel senso che questo è il momento peggiore per andare a chiedere dei soldi a una società che ha chiesto di spalmare gli stipendi ai giocatori. Personalmente da tifoso, non voglio nemmeno pensare al fallimento del Bari: sarebbe un harakiri pazzesco per tutta la città. Un comune che decreta la fine di oltre 100 anni di storia del club: che idea daremmo di noi all'esterno? Anche se in questo momento si va verso quella direzione, non ci voglio nemmeno pensare e credo che ora debba venire fuori un po' di buon senso da parte della famiglia Matarrese e anche da parte del Comune".

Proseguiamo con Massimo Longo, giornalista-editorialista caporedattore di Go-Bari: "A mio avviso, vedrei terapeutico il fallimento pur ammettendo che non è il massimo delle aspirazioni. Solo così, in effetti, si spazzerebbe via per sempre una certa gestione cattiva e fin troppo familiare. Anche se si ripartirebbe dalla Seconda Divisione di Lega Pro, sono certo che entro 4 anni si ritornerebbe nel calcio che conta, magari con imprenditori diversi e con una linea più consona alla città metropolitana di Bari. Senza una programmazione seria come quelle, ad esempio, di Atalanta, Lecce o Brescia che quando retrocedono risalgono subito, il rischio è quello di prendere ceffoni ovunque e, quindi, retrocedere sin da subito in Lega Pro".


Chiudiamo con Nicola Lucarelli, ideatore e gestore del sito di tifosi biancorossi orgogliobarese.it: "L'opinione diffusa dei tifosi è lo scetticismo: molti, cioè, non hanno bevuto la storia dell'errore riguardante la delibera sull'istanza di fallimento. Tanti credono che sia una mossa mirata ad agevolare il passaggio della società nelle mani di De Gennaro visto che la figlia è una delle firmatarie della delibera. Per quello che mi riguarda, io spero nel fallimento anche se non ci credo perchè i Matarrese sono persone orgogliose e per loro sarebbe una grossa mazzata anche in termini di immagine. La speranza è che, in caso di fallimento, ci sia un acquirente che abbia un progetto serio e mirato a far tornare il Bari a grandi livelli. Molti tifosi la pensano come me anche se c'è il rischio che arrivi un nuovo proprietario non forte come i vari De Laurentiis e Della Valle in grado di risollevare la società. Si teme, cioè, di fare la stessa fine di grandi piazze come Pisa e Verona che continuano a rimanere nei campionati di Lega Pro".

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