Italia-Spagna al San Nicola: la cronaca della vigilia

In attesa della gara di stasera, riviviamo l'intensa giornata della vigilia di ieri. Dalla conferenza stampa di Prandelli, all'ovazione per Cassano fino ad arrivare agli applausi tributati dai 2mila baresi sugli spalti alla 'sgambata' delle 'Furie rosse'

Un momento degli allenamenti di ieri al San Nicola

L'attesa è febbrile e i numeri lasciano poco spazio a dubbi: fino a ieri pomeriggio i tagliandi venduti per la gara di stasera fra Italia e Spagna erano circa 43mila. E che l'intera città trepidasse per l'arrivo degli azzurri e della nazionale campione del mondo in carica, lo si era capito già dalla giornata di ieri: ad assistere alla breve sgambata delle due nazionali, infatti, assiepati sulle tribune del San Nicola c'erano circa 3mila persone festanti. Festanti fin da subito, da quando, cioè, alle 19.00 è apparsa sul terreno di gioco la squadra di Cesare Prandelli. Da subito, tutti ad osannare Antonio Cassano, figliol prodigo tornato nella sua città natale e da sempre (e presumibilmente, per sempre) adorato dai suoi concittadini. La giornata della vigilia di Italia-Spagna, però, era cominciata una manciata di minuti prima, esattamente alle 18.45 quando il tecnico azzurro Prandelli si è presentato in sala stampa. In un quarto d'ora fitto, l'allenatore di Orzinuovi parla della gara - Quando giochi con i campioni del mondo rischi la batosta ma possiamo fare una buona gara se giochiamo con coraggio e personalità -, della formazione - Giocheranno Buffon, Maggio, Chiellini, Ranocchia, Criscito, De Rossi, Pirlo, Thiago Motta, uno fra Montolivo e Aquilani, Cassano e Rossi - e dei singoli - Antonio (Cassano n.d.r.) ha lavorato bene e ha la giusta tensione. Casillas dice che è un fenomeno? I giocatori sono generosi nei giudizi; per essere un fenomeno bisogna fare la differenza per 10 anni. Stufo di Balotelli? Impossibile: ce l'ho per poco tempo".

Si chiude la conferenza stampa e si passa tutti sul campo. Gli azzurri calcano il terreno del San Nicola tutti insieme e gli applausi sono scroscianti. Pochi secondi e dagli spalti si alza il coro "Uno di noi, Cassano uno di noi" e a quel punto il 'Pibe di Bari' non può fare altro che andare sotto la curva a prendersi gli applausi del pubblico. La sgambata comincia e durante il riscaldamento vengono incitati caldamente anche Leonardo Bonucci e Andrea Ranocchia, difensori ex Bari, prima di una parentesi (evitabile) relativa all'ormai canonica contestazione al presidente biancorosso Matarrese. Comincia la partitella a campo ridotto: Cassano appare un po' in ritardo di condizione mentre spicca, non solo per la pettorina di colore diverso dagli altri, la prova di Riccardo Montolivo. Il regista della Fiorentina sembra in palla e sigla anche un gran gol con un fendente all'incrocio dei pali. Balotelli risponde trafiggendo Buffon con un destro a giro ma per l'ex Inter sarà sicuramente panchina. Poco importa perché al pubblico barese basta e avanza e per il 'bad boy' del City si sprecano gli applausi per la giocata. Ancora qualche minuto e l'allenamento azzurro termina alle 19.45: gli uomini di Prandelli salutano nuovamente il pubblico e si avviano verso gli spogliatoi mentre, in contemporanea, arrivano sul terreno di gioco le 'Furie rosse'. Nemmeno il tempo di riassestarsi, che il pubblico riprende a spellarsi le mani: Casillas, Torres, Piquè e Iniesta sono i più gettonati ma quando i 22 agli ordini di Del Bosque iniziano il riscaldamento compatti, i decibel salgono indistintamente. I campioni del mondo, a differenza dell'Italia, seguitano in un esercizio di possesso palla ai limiti della perfezione mentre i tre portieri (Casillas, Valdes e Reina), si allenano a parte. Dieci minuti e il solo Reina resta in disparte ad allenarsi con il preparatore dei portieri mentre Casillas e Valdes vengono chiamati per la partitella conclusiva. Momento di tensione per l'infortunio a Ignacio Monreal, terzino mancino del Malaga: il giocatore resta a terra dopo un contrasto e cala il silenzio. Dopo pochi secondi, il giocatore si alza e, seppur zoppicando, lascia il campo da solo facendo stemperare l'ansia del momento: per lui solo una botta al polpaccio di lieve entità. Il pubblico riprende vigore e torna a divertirsi per le giocate degli iberici. Si chiude con qualche penalty e, ore 20.55, i più forti del mondo lasciano il terreno del San Nicola.
Come antipasto non c'è male, in attesa (trepidante) del piatto principale di stasera...
 

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