Lega Pro, intesa con AIC e AIAC: cassa integrazione e aiuti per i club in crisi

La Serie C, categoria maggiormente penalizzata dall'emergenza coronavirus, raggiunge l'accordo con Assocalciatori e Assoallenatori: fronte comune per combattere la crisi con l'aiuto del Governo

Francesco Ghirelli, presidente della Lega pro

L’emergenza dovuta alla pandemia di COVID-19 continua a paralizzare tra gli altri anche il mondo dello sport. Il blocco dei campionati di calcio e l'impossibilità di disputare partite a porte aperte ha messo in crisi in particolar modo la Serie C, terzo livello del professionismo italiano che non può certo vantare le stesse cifre di A e B in quanto a ricavi ed è costituita da realtà assai più precarie.

Non a caso, da giorni si discute dell'eventuale taglio degli stipendi dei calciatori e di misure che vadano a sostegno dei club che altrimenti rischierebbero di sparire. Si è parlato soprattutto di questo nell'assemblea in videoconferenza tra i vertici di Lega Pro, AIC (Assocalciatori) e AIAC (Assoallenatori).

Dalla riunione è emersa la chiara consapevolezza di tutte le parti dell’aggravarsi dello situazione economico-finanziaria che lo stato d’emergenza sta comportando. In particolare si è riflettuto sulla specificità delle problematiche sanitarie, economiche e gestionali che il mondo Serie C sarà costretto ad affrontare. Si è ribadito il comune obiettivo e la disponibilità di tutte le componenti di salvare il sistema nell’immediato, ma anche e soprattutto in un’ottica di medio-lungo periodo dove, come si evince dallo studio d’impatto presentato da Lega Pro, i danni cagionati dalla crisi COVID-19 emergeranno in maniera più evidente.

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"Le parti - si legge nel comunicato della Lega Pro - si sono concentrate nell’analizzare la situazione dei tesserati che percepiscono un reddito inferiore ai 50.000 euro annui ed hanno assunto il comune impegno, valutata la specificità della serie C, di tutelare in particolar modo tali fasce di tesserati che la crisi ha colpito maggiormente, consci della sensibilità che per tale situazione hanno anche la Federazione e le altre componenti del sistema. Per tali ragioni hanno convenuto di lanciare un accorato appello al Governo ed al Parlamento affinchè si riesca in tempi rapidi ad intervenire in due direzioni: da un lato attraverso la concessione dell’utilizzo degli ammortizzatori sociali anche per i tesserati sotto i 50.000 euro di reddito annuo, strumento assolutamente necessario ed indifferibile in questo momento, e dall’altro attraverso l’introduzione di strumenti ad hoc che consentano ai club di sopperire alla carenza di liquidità ed ai danni cagionati dal maledetto virus".

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