Italia-Spagna 2-1: la festa del San Nicola è completa

Una serata perfetta al San Nicola. Gli azzurri battono i campioni del mondo, Cassano capitano e lo spettacolo di pubblico e colori è da applausi. Bari 'nazionale' si dimostra attenta e puntuale sotto ogni aspetto

La coreografia del pubblico del San Nicola

La festa era iniziata già martedì, con l'arrivo all'aeroporto di Italia e Spagna. Da quel momento, la due giorni 'nazionale' di Bari è stata un susseguirsi di spettacolo, festa e perfezione. Dopo l'antipasto della vigilia della gara, la festa barese per gli azzurri si è completata ieri sera quando la squadra agli ordini del tecnico Cesare Prandelli ha battuto per 2-1 i campioni del mondo delle 'Furie rosse'. Una vittoria arrivata, soprattutto nel primo tempo, grazie ad un gioco spumeggiante e, a tratti, dominante della nostra nazionale.

Lo spettacolo della serata di ieri, però, è partito ancor prima che le due squadre scendessero sul manto verde del San Nicola e qui il merito è tutto del pubblico barese: 50mila persone assiepate in ogni angolo del San Nicola hanno fornito una cornice festante inimmaginabile tanto da far dire a Giorgio Chiellini nel dopogara: "Speravo in un'accoglienza simile ma è andata ben oltre le aspettative". Agghindato con cartoncini bianchi, rossi, verdi e azzurri, l'intero settore rispondente alla curva Nord ha dato vita ad una coreografia mozzafiato alla quale si è accompagnato uno striscione tanto 'da battaglia' quanto patriottico che recitava: "Tanti auguri nostra amata patria". Le squadre scendono in campo e si schierano per gli inni nazionali a partire, come da copione, da quello iberico. Di pubblico spagnolo non se ne vede ma a contribuire a dar carica ai condottieri di Del Bosque ci pensa il solito manipolo di ....... (inserite voi il termine che ritenete più opportuno fra incivili \ ineducati \ disadattati): una piccolissima parte di pubblico, infatti, decide inopinatamente di cominciare un becero coro di fischi rivolto alle 'Furie rosse'. A quel punto emerge la maturità del pubblico barese: tutto lo stadio, eccetto il manipolo di cui sopra, sovrasta i fischi con calorosi applausi doverosi per la nazionale più forte del mondo. Casillas e soci gradiscono e, al termne dell'inno, ringraziano a loro volta con gli applausi il pubblico italiano. Poi c'è l'inno azzurro e lì non c'è equivoco: per Cassano e compagni sono solo applausi e urla di gioia. Termina anche l'inno italiano e si nota un'altra sorpresa: la fascia di capitano è su un braccio inedito a tale ruolo: Prandelli, infatti, decide di investire dei gradi di capitano Antonio Cassano. Un tributo, forse un po' troppo generoso, del tecnico di Orzinuovi al 'Pibe di Bari' nella 'sua serata'. In un attimo, poi, si passa dal caos festante al silenzio più assoluto: i 50mila del San Nicola, infatti, si stringono nel ricordo di Andrea Pazzagli, ex portiere di Perugia, Ascoli, Milan, Roma e Bologna nonché preparatore dei portieri delle nazionali giovanili, spentosi lo scorso 30 luglio per un infarto a 51 anni. Il minuto scorre senza intoppi e la festa riprende con l'inizio della gara: la perfezione dagli spalti passa al campo dove, inaspettatamente, gli azzurri annichiliscono la Spagna. Il possesso palla italiano è pressoche totale e al 4' Criscito sfiora l'eurogol con un sinistro dal limite che si stampa sul palo. La Spagna sembra un gattino impaurito e all'11' gli uomini di Prandelli passano in vantaggio con Montolivo, abilissimo a scavalcare con un tocco morbido Casillas in uscita dopo un pallone al bacio fornitogli dall'ottimo Criscito. L'Italia non smette di giocare e al 16' Rossi con una magia manda in porta Cassano. Il numero 10 azzurro a tu per tu con Casillas viene atterrato in area di rigore: l'arbitro tedesco Brych, però, fa proseguire. La Spagna dà segni di vità al 19' con un sinistro centrale di David Silva ma è l'Italia a sfiorare il 2-0 al 31', sempre da sinistra, con Rossi che chiama al miracolo il numero uno iberico. I campioni del mondo, però, non ci stanno e iniziano il loro fraseggio continuo in mediana e i risultati su vedono: al 36', infatti, Chiellini tira giu in area di rigore Llorente (subentrato venti minuti prima a Torres) per un penalty dubbio sancito da Brych. Dal dischetto Xabi Alonso stampa l'1-1, risultato bugiardo per quanto visto in campo. L'Italia non pare accusare il colpo e tre minuti dopo Cassano prova a coronare la sua due giorni italiana con una rete ma Casillas è ancora miracoloso e tiene a galla i suoi. L'attaccante milanista ci prova in chiusura di frazione con un colpo di testa su cross di Maggio ma la mira è sbagliata. Il primo tempo va in archivio sull'1-1 ma a meritare gli applausi è soprattutto l'Italia.

La ripresa è caratterizzata dalla classica girandola di cambi uno dei quali, al 59', vede l'uscita di scena di Cassano: ovazione per lui e applausi a scena aperta per il barese che lascia il posto a Balotelli. Le formazioni vengono rivoluzionate e il gioco ne risente anche se Llorente ha una palla gol colossale al 61' quando, a porta praticamente vuota, cicca il pallone del possibile 1-2. Pericolo scampato. Balotelli prova un numero dei suoi al 68': in contropiede salta Busquets ma poi dal limite calcia altissimo. In seguito ci provano David Silva da una parte e Pirlo su punizione dall'altra con Buffon e Victor Valdes che rispondono 'presente'. Il match pare avviarsi alla chiusura sul punteggio di 1-1 ma all'84' è Aquilani a far esplodere il San Nicola: il centrocampista romano del Liverpool lascia partire un destro che, grazie alla decisiva deviazione di Albiol, termina alle spalle di Valdes. 2-1 Italia e festa che si completa definitivamente. Silva prova a rovinarla proprio al 90' ma la sua incursione centrale termina con un tiro di poco alto sulla traversa. Victor Valdes un minuto dopo evita il 3-1 di Balotelli ma va bene così: gli azzurri battono i campioni del mondo. Non succedeva dal mondiale Usa '94. Sarà pure un'amichevole ma il risultato, se si affronta la squadra più forte del mondo, conta eccome. La festa è completa e la sua riuscita è merito di tutti: degli azzurri, della Spagna e di Bari tutta.

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