Vivarini: "Ai playoff fanno la differenza i particolari. Il Bari deve conoscere la sua forza"

Il tecnico dei biancorossi è tornato a parlare in conferenza stampa dopo la fine dell'emergenza sanitaria. Tra i temi trattati: playoff, rinnovo del contratto e le condizioni fisiche dei suoi calciatori

Vincenzo Vivarini

A distanza di mesi dopo l'ultima volta, torna a parlare Vincenzo Vivarini, tecnico del Bari che tra poche settimane (a partire dal 13 di luglio) sarà protagonista insieme ai suoi calciatori dei playoff di Serie C, appuntamento cruciale per le residue chance di promozione in Serie B.

Qualunque sia l'esito del mini-torneo che aspetta i biancorossi a luglio, l'allenatore di Ari sembra ormai certo di essere sulla panchina del Bari anche nella prossima stagione come dichiarato dal presidente Luigi De Laurentiis: “Saperlo mi fa molto piacere perché abbiamo lavorato tanto quest’anno. Vuol dire che fino ad ora ciò che è stato fatto è stato apprezzato. Per me è positivo ma so bene nel calcio ogni partita è un esame. Ora ne abbiamo tre che valgono tanto e spero rimanga intatta questa grande stima da parte della proprietà”.

L'obiettivo della Serie B diretta è sfumato dopo aver perso il testa a testa in campionato con la Reggina a causa di qualche pareggio di troppo nel girone di ritorno che Vivarini ha provato a motivare così: “Abbiamo fatto inevitabilmente un’analisi per valutare ciò che è stato fatto. C’è stato qualche pareggio di troppo, se avessimo vinto qualche partita in più potevamo avere una classifica migliore. C’è da dire però che abbiamo trovato una Reggina che ha fatto un cammino straordinario, forse saremmo stati ancora secondi pur vincendo due o tre partite in più. Loro sono partiti bene e sono stati costanti. In alcune occasioni siamo stati poco decisi nel voler ottenere il risultato. Nelle partite alla pari non siamo riusciti a dare quel qualcosa in più. Nelle ultime sfide abbiamo sofferto sui calci piazzati, c’è stato anche un pizzico di sfortuna. Nel contesto però il bilancio è sempre positivo”.

Come stabilito dal Consiglio federale per la conclusione della stagione di Serie C, le sfide dei playoff saranno in gara secca, circostanza che impone la cura di ogni dettaglio: “A Bari la gente conosce le difficoltà di queste tre partite che ci aspettano. In questo momento dobbiamo pensare alle difficoltà che troveremo ma dovremo essere sicuri delle nostre qualità, essere consapevoli della nostra forza. Gestire l’aspetto mentale di queste sfide. I record ci possono dare soddisfazioni ma è l’obiettivo finale che conta. Gara secca o andata e ritorno sono partite particolari. In due partite si possono razionalizzare gli episodi in gara secca un errore può compromettere tutto. Lo accettiamo, dovremo farci trovare pronti”.

Da una settimana ormai la squadra è tornata ad allenarsi collettivamente, mentre in principio la ripresa era stata organizzata con allenamenti individuali, prima a casa, poi nelle strutture della società: “Veniamo da un periodo particolare: 3 mesi di stop condizionano inevitabilmente l’aspetto fisico, tattico e mentale. Abbiamo passato un periodo particolare, siamo stati in quarantena. Io sono rimasto a Bari lontano dalla famiglia e dagli amici. Sono cose che rimangono dentro ognuno di noi. La cosa bella è ricominciare con delle partite particolari. Sono sfide di grande gusto e passione. Di conseguenza dobbiamo approfittare di questo periodo breve, essere intensi per ritrovare l’attenzione, l’aspetto atletico che è quello su cui ci stiamo concentrando ora. Cercare di non avere infortuni che potrebbero compromettere le nostre ambizioni. Non bisogna farsi prendere dalla foga, sbagliare nulla. Ogni giorno tocchiamo un tema sperando di arrivare con gli equilibri giusti in queste partite”.

Le sfide di Coppa Italia andate in scena nei giorni scorsi hanno evidenziato ritmi molto bassi, uno scenario che potrebbe ripetersi anche ai playoff di C: “Abbiamo studiato bene le due semifinali di Coppa Italia per vedere come sono arrivate fisicamente e mentalmente le squadre. Tatticamente si è visto un ritmo più basso, c’era meno fluidità di gioco. La Juve ha faticato a trovare spunti, ci aspettiamo anche noi situazioni simili anche se in C è tutto un altro calcio. Abbiamo già messo in conto che non potremo girare a ritmi alti, dobbiamo lavorare bene individualmente sulla condizione fisica. Sappiamo che possiamo vincere anche con qualche individualità e non solo attraverso il gioco di squadra. Vanno curati tutti i particolari. Bisogna dare il giusto equilibrio mentale. Non dovremo creare contrasti con arbitri e avversari, concentrarci solo sull’obiettivo finale”.

Il Bari dovrà fare attenzione anche a piccole insidie psicologiche come ad esempio la possibilità di avere due risultati su tre nella prma sfida (quarti di finale) dei playoff: “Dobbiamo essere consapevoli di essere all’altezza di queste partite. Le insidie sono tante, non poter far amichevoli è penalizzante. Dobbiamo alzare l’intensità del gioco facendo partite tra di noi. Affronteremo una squadra che avrà già giocato e rotto il ghiaccio coi playoff ma come ho detto prima bisogna mettere in evidenza le difficoltà ma pensare che abbiamo tutte le qualità per poterle risolvere”.

In un contesto di grande caldo e fatica dopo mesi di inattività saranno vitali le cinque sostituzioni: “A suo tempo parlai del valore delle cinque sostituzioni perché studiando il calcio si è visto come negli ultimi anni la velocità del gioco sia progressivamente cresciuta. Ci sono ritmi altissimi, di conseguenza la la logica adottata dalla Lega Pro doveva arrivare anche in Serie A. Per quanto riguarda i playoff ogni discorso è ancora prematuro, abbiamo quasi un mese per vedere come ci arriviamo. Se le condizioni sono ideali potremo fare 5 cambi e dare intensità per tutta la partita, ma si vedrà soltanto a ridosso delle gare. La squadra in quarantena ha avuto una grande personalità, i ragazzi li abbiamo ritrovati in buone condizioni. Voglio rassicurare i tifosi, questo ci darà la possibilità di arrivare bene agli appuntamenti importanti”.

Nonostante la rinuncia di diverse squadre imossibilitate a rispettare i protocolli di sicurezza imposti da Figc e CTS,  le avversarie che il Bari potrebbe incontrare non vanno assolutamente sottovalutate: “In questo periodo abbiamo avuto tempo di analizzare le altre squadre. Oggi ragionavamo sul fatto sia noi che le altre squadre ci ritroveremo in maniera molto diversa rispetto a come stavamo giocando in campionato. Il primo turno ci potrà dare indicazioni, ci sarà da fare un altro studio. Il calcio dei tre gironi è diverso tra loro. Potrebbe esserci meno intensità e più fraseggio. Ci sono giocatori di qualità, ad esempio la Triestina è una di quelle squadre che può mettere in difficoltà sotto l’aspetto tecnico. Dovremo concentrarci su di noi”.

Nei giorni scorsi il presidente della Federcalcio Gravina ha aperto alla possibilità di far tornare anche in maniera parziale il pubblico allo stadio. Se arrivasse il via libera dal Governo, con la grandezza del San Nicola non ci sarebbero problemi a far rispettare le distanze, consentendo ad esempio l'ingresso ai soli abbonati: “Io mi auguro con tutto il cuore che ci sia la possibilità anche in forma parziale di riaprire il San Nicola. I nostri tifosi meritano di vedere queste partite dal vivo, sono partite belle da giocare e il pubblico rappresenta un valore aggiunto. Abbiamo visto le semifinali di coppa senza tifosi, si sente tutto ciò che si dice in campo, non è il calcio che siamo abituati a vedere. Essere tra le migliori seconde ci dà la possibilità di giocare anche tutte e tre le partite in casa ma ci saranno inevitabilmente altre difficoltà. I playoff sono partite con un fascino particolare, sono partite belle da fare, per vincerle sto analizzando tutte le difficoltà. Per vincere c’è bisogno che il Bari abbia la consapevolezza della sua forza, sia convinta delle sue qualità, deve avere equilibrio mentale e rendere normali queste partite, sviluppare tutte le potenzialità di squadra”.

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Ciò che Vivarini ha ribadito a più riprese è che per preparare questi playoff serviranno la massima attenzione e la cura di ogni aspetto, anche dei calci di rigore, sebbene i rigoristi non siano ancora stati definiti: “Sono situazioni che dobbiamo curare bene in questo mese. Già ora quando le sfide finiscono in parità calciamo i rigori. Dobbiamo avere le capacità di chiuderle prima. Il dispendio energetico con tante gare ravvicinate sarà importnate, chiudere le partite prima sarebbe ideale. Se andremo ai rigori dovremo essere bravi. Cerchiamo di essere attenti ad analizzare qualsiasi aspetto". Su cosa conterà di più tra testa e gambe, infine, il tecnico ha dichiarato: "Al 50-60% la testa. Se riusciamo ad avere il giusto equilibrio mentale, essendo una squadra con le potenzialità per affrontare queste partite, potremmo avere pochi problemi. L’obiettivo è proprio trovare l’equilibrio giusto”.

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