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Quali sono e come funzionano i sensi dei gatti

Vista, olfatto e udito sono i sensi più sviluppati, ma ce ne sono altri di cui si parla di meno

I gatti sono predatori molto abili che riescono a muoversi in ogni ambiente con grazia e maestria, il merito è dei loro sensi più sviluppati che li aiutano a far fronte ad ogni necessità.

Vista, olfatto e udito sono particolarmente importanti, ma non sono gli unici. Anche l’equilibrio e il cosiddetto “sesto senso” lo aiutano a cavarsela in ogni situazione.

Spesso ci divertiamo davanti ai comportamenti dei felini e per dare una spiegazione alle loro azioni, saperne di più sui sensi dei gatti ci può aiutare a capirli meglio!

Vista a prova di buio

Quante volte ci è capitato di entrare in una stanza nella semioscurità e avere la sensazione che il nostro gatto ci stesse osservando? In realtà la nostra non è un’impressione, ma un dato di fatto: tra i sensi più sviluppati dei gatti c’è proprio la vista. I felini, come i cani, possiedono uno strato di cellule riflettenti poste dietro la retina, il tapetum lucidum che gli consentono di riflettere la luce e potenziarla nelle ore notturne.

Quelle espressioni degli occhi che tanto ci fanno ridere, quindi, sono un modo dei pelosi per adattarsi ai cambi di luce: quando è intensa gli occhi diventano piccoli e lunghi, mentre al buio sono grandi e rotondi.

Abili cacciatori, i gatti riescono a cogliere impreparate le prede grazie ad un campo visivo di ben 200 gradi, che permette di controllare facilmente ciò che succede ai lati. Inoltre, la presenza di tanti bastoncelli nella retina è una vera e propria arma perché in questo modo percepiscono anche il più piccolo movimento a prescindere dall’ambiente e dalla situazione.

Grazie ad una vista così sviluppata il gatto in un attimo riesce a valutare le dimensioni e la distanza degli oggetti, evitando sapientemente gli ostacoli che può incontrare sul percorso.

Pur essendo uno dei sensi più importanti, la vista dei gatti ha anche dei limiti: i felini, infatti, non sono in grado di distinguere alcuni colori, ad esempio il rosso che nel loro caso diventa grigio o verde scuro, mentre non riescono a percepire la differenza tra il giallo e il bianco.

Il limite più grande, però, sta nella presenza di un punto cieco nel campo visivo di Micio, situato proprio sotto il mento e che gli impedisce di vedere oggetti posizionati a pochi centimetri.  

Il tatto come un radar

L’atteggiamento guardingo dei gatti quando entrano in una stanza si spiega  con la percezione tattile che è presente su tutto il corpo ed in particolare sotto le zampe e i baffi, detti anche vibrisse.

La curiosità che i gatti dimostrano quando sfiorano e danno piccoli colpi con le zampe agli oggetti, in realtà è un modo per capire se possono fidarsi o meno. I caratteristici cuscinetti plantari dei felini, sono coperti di percettori tattili che li aiutano a riconoscere cosa c’è davanti.

Più sensibili delle zampe sono le vibrisse, i baffi e tutti i peli tattili presenti sul mento, sul labbro superiore, sopra gli occhi e dietro le zampe anteriori che si attivano al più piccolo spostamento d’aria. Solo sfiorandoli, diventano dei veri e propri “radar” che permettono al gatto di capire cosa si muove attorno a lui.

Udito e senso dell’equilibrio

Il gatto è un cacciatore nato e quindi per lui capire dove si trova la preda è fondamentale; percepire anche il più piccolo rumore è un vantaggio su cui ha sempre potuto contare grazie all’udito molto sviluppato. I felini, infatti, sentono meglio degli uomini perché riescono a percepire gli ultrasuoni e le frequenze che arrivano fino ai 100.000 Hz. Le orecchie mobili che ruotano indipendentemente, poi, facilitano la percezione anche del più piccolo fruscio e la scoperta dei nascondigli delle prede!

Inoltre, l’apparato uditivo dei gatti ha il vantaggio di garantirgli un incredibile senso dell’equilibrio. Le camere e i canali delle orecchie hanno al loro interno del liquido e dei cristalli galleggianti che quando si muovono attivano milioni di peli sensibili che trasmettono lo spostamento al cervello. Questo fa sì che se il gatto perde l’equilibrio, i peli attivano i cristalli e il “riflesso di raddrizzamento” che gli permette di atterrare sempre sulle zampe.

L’olfatto per socializzare

Per ogni animale riconoscere l’ambiente che lo circonda è un modo per mettersi al sicuro e il gatto non poteva essere da meno. Grazie all’olfatto sviluppato e ai 200 milioni di cellule sensibili del naso, percepisce facilmente il cibo e le prede.

Inoltre, questo senso è anche un modo per socializzare: ogni gatto ha il suo odore che lascia quando marca il territorio, quindi grazie all’olfatto riescono ad ottenere informazioni sul sesso e l’età.

Gusto e sapore del cibo

Il gatto è un animale goloso, spesso ci è capitato di vederlo toccare e annusare il cibo prima di mangiarlo. Questo non vuol dire che sia esigente, ma semplicemente ha il senso del gusto meno sviluppato.

Con meno di 500 papille gustative riesce a percepire solo i sapori acidi, amari e salati, mentre non è in grado di gustare i sapori dolci a causa della sua natura carnivora, che ha spinto le papille ad identificare soprattutto gli aminoacidi presenti nella carne.

Il sesto senso

Non un vero è proprio senso, ma è la capacità dei felini di ritrovare la strada di casa attivando la memoria associativa: attraverso suoni e odori riescono a ritornare dai loro padroni anche se si trovano lontano diversi chilometri!

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