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Architettura al Politecnico, un vero disastro. Gli studenti in crisi: "troppi soldi per i progetti e solo tre periodi d'esame"

Via Edoardo Orabona, 4 · San Pasquale

La facoltà di Architettura al Politecnico di Bari: più che un'università, un'autentica accademia militare. Il sogno inseguito da molti studenti del PoliBa, quello di diventare architetti, diminuisce ogni giorno di più. Infatti, nella facoltà di Architettura dell'ateneo barese (che a riguardo delle problematiche è tenuta molto spesso in secondo piano rispetto ai colleghi di Ingegneria), i malumori degli studenti non sono quantificabili. Ognuno degli iscritti prova malessere per la situazione di disagio a cui si è costretti subire: - un disagio economico, infatti la maggior parte degli esami prevede l'esecuzione di progetti, che, stampati più e più volte, richiedono costi davvero eccessivi. Si parla di diverse centinaia di euro all'anno, costi davvero esosi per degli semplici studenti, che ovviamente non producono reddito e tra l'altro non possono usufruire di nessuno sconto. Lo spreco eccessivo di denaro deriva dall'acquisto di quaderni costosi, materiali per modellini, stampe di formati grandi e viaggi nell'hinterland barese per lavorare a diversi progetti; - un disagio psicologico, alcuni esami sono più che un ostacolo per i giovani studenti. Molti docenti universitari tendono a bocciare molto facilmente gli alunni: in un appello di una materia (tra l'altro curiosamente non più erogata nei recenti corsi di studi) un professore ha promosso solamente 3 studenti su 250, un numero abbastanza basso. È possibile che 247 persone su 250 vadano ad un esame impreparate? Inoltre i lavori progettuali sono tutti di gruppo. Uno studente non risulta così più indipendente rispetto agli altri, in quanto non è più libero di organizzare più il suo tempo; - un disagio sociale, considerando le frequenze a lezione quasi tutte obbligatorie e le ore spese per i progetti, il tempo rimanente, che dovrebbe essere impiegato per studiare, è quasi nullo. Inoltre gli studenti possono sostenere esami solamente in tre periodi dell'anno (gennaio/febbraio, giugno/luglio e settembre): con queste brevi finestre temporali, diventare uno studente fuori corso è all'ordine del giorno. Basta spostarsi di pochi metri, alla facoltà di Ingegneria, dove in media è presente quasi un appello al mese, per notare l'evidente disparità di trattamento: in quanto tempo gli studenti di architettura dovranno continuare a sborsare migliaia di euro di tasse per laurearsi?

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