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Ospedale Covid in Fiera, c'è l'accordo con i medici e il completamento dei collaudi: al via le esercitazioni del 118

Tra i rappresentanti sindacali dell’Area dirigenza medica e sanitaria e il direttore generale Giovanni Migliore si è riusciti a comporre un tassello decisivo per avviare la struttura realizzata da Regione Puglia e Protezione civile

C’è l’accordo tra medici e direzione strategica del Policlinico per l’ospedale Covid alla Fiera del Levante. Al termine di un confronto durante la giornata di giovedì 11 marzo con i rappresentanti sindacali dell’Area dirigenza medica e sanitaria e il direttore generale Giovanni Migliore, si è riusciti a comporre un tassello decisivo per avviare la struttura realizzata da Regione Puglia e Protezione civile (costata attorno ai 17 milioni di euro). Uno dei nodi fondamentali sciolto grazie al confronto è quello relativo al rapporto tra posti letto attivati in terapia intensiva e personale. Nella prima fase ne saranno attivati 14.

Per quanto riguarda i medici anestesisti si è stabilito che dovranno essere dodici, per rispettare lo standard minimo di 0,85 per posto letto (in un primo momento la Regione ne aveva previsti nove). Allo stesso tempo l’accordo prevede che il personale medico non potrà essere reclutato solo dalla struttura del Policlinico, che dovrà necessariamente essere rimodulato. Si procederà quindi anche al reclutamento di personale da altre aziende sanitarie pugliesi, se non addirittura, quando possibile, da altre regioni.

“In quest’ottica- si legge nella nota congiunta Policlinico e rappresentanti dei medici - è stato stabilito di attribuire responsabilità precise istituendo unità operative che possano più efficacemente assicurare il percorso assistenziale dei pazienti che saranno ospitati nella struttura per la maxi emergenza. Il confronto con i sindacati continuerà nei prossimi giorni per monitorare l’andamento delle attività che porteranno alla attivazione della struttura”.

E proprio riguardo all’operatività dell’ospedale, il Policlinico fa sapere che "sono appena terminati i collaudi tecnici e funzionali delle apparecchiature elettromedicali" e che quindi ora si passerà alle esercitazioni per provare il funzionamento della struttura.

“Il percorso di attivazione – è spiegato sempre nella nota - partirà con l’effettuazione di una esercitazione che sarà coordinata dal dottor Gaetano Dipietro, medico specialista in Rianimazione e già direttore della centrale operativa del 118, in qualità di esperto nel coordinamento del sistema emergenza urgenza sanitaria 118, a esito della quale verranno verificate eventuali criticità in modo da minimizzare i rischi. L’azienda e le organizzazioni sindacali condividono necessità di coinvolgere le altre aziende del territorio regionale nella gestione operativa dei posti letto per arrivare al pieno utilizzo dei 152 posti disponibili”.

“L’idea condivisa – spiega Antonio Amendola, rianimatore anestesista del Policlinico di Bari e segretario dell'Aaroi – Emac- è quella che il personale è poco un po’ dappertutto e che quindi sia necessario trovare medici magari in regioni meno colpite dalla pandemia. I numeri dei contagi degli ultimi giorni preoccupano e bisogna in qualche modo far fronte alla situazione, anche con l’inserimento nelle strutture ospedaliere di specializzandi fino al terzo anni, ovviamente seguiti da tutor. Abbiamo trovato l’accordo in brevissimo tempo e senza nessuno stop legato a richieste economiche, che saranno discusse dopo quando e se ci saranno i fondi destinati alla gestione alla struttura regionale. Sottolineo che questi aspetti organizzativi li abbiamo discussi non con la componente politica della Regione ma con gli organi esecutivi, a partire dalla direzione generale del Policlinico. Sarebbe stato più corretto aver già trovato delineato un piano di attuazione ragionato”.

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