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Donne vittime di violenza, dalla richiesta di aiuto alla rinascita: "Fondamentale costruire percorsi di autonomia"

A Bari 133 in sei mesi gli accessi al Centro Antiviolenza dell'Assessorato al Welfare, che si accinge ad avviare nuove iniziative a sostegno delle donne, dai laboratori formativi al cohousing: perchè senza lavoro e alloggio è alto il rischio che una vittima rinunci al suo percorso

Duecentoquindici richieste di aiuto dall'inizio dell'anno, 133 soltanto negli ultimi sei mesi. Settantuno donne prese in carico, con l'avvio di percorsi di sostegno psicologico e consulenze legali, civili e penali; 16 casi per i quali sono state attivate le procedure di "messa in sicurezza", con l'inserimento in strutture protette. Nella giornata internazionale contro la violenza sulle donne, sono i numeri che descrivono l'attività del Centro Antiviolenza dell'Assessorato al Welfare del Comune di Bari, da maggio gestito dalla cooperativa sociale Comunità San Francesco. 

Le storie dietro i numeri: la violenza che si consuma in famiglia

Numeri dietro i quali si celano le donne, con le loro storie di violenze subite. Esperienze di vita che molto spesso presentano tratti comuni, come - nella gran parte dei casi - la presenza di un compagno (o ex) artefice dei maltrattamenti, a conferma del fatto "che la violenza è quasi sempre intrafamiliare", come spiega Marika Massara, coordinatrice del Cav. Così come, altro aspetto ricorrente - e allarmante - è la presenza di figli (nel 70% dei casi trattati), a loro volta vittime, con ogni probabilità, di violenza assistita. 

Il percorso verso l'autonomia: senza lavoro in tante si arrendono

Ma dai dati emerge anche un altro aspetto, che impatta in maniera diretta sul percorso di una donna che cerca di uscire da una situazione di violenza: l'assenza di un lavoro. In linea con quanto emerso da un monitoraggio condotto dalla Regione Puglia, solo una parte minoritaria di donne assistite dai Cav (21 utenti su 71, nel caso barese) ha un'occupazione stabile. Un elemento che influisce non poco sulla condizione di una donna vittima di abusi, che in mancanza di una propria autonomia economica che le consenta di sostenersi può essere indotta a rinunciare al percorso di fuoriuscita dalla violenza. "I dati rilevano sicuramente la presenza di una problematica relativa all'occupazione e alle soluzioni alloggiative - sottolinea Marika Massara - Proprio per questo, gli investimenti che si stanno facendo anche con la Regione vanno in questo senso. Ci si è resi conto che se non si lavora su questa grande problematica che è quella dell'autonomia, e quindi della disponibilità di un lavoro e di una casa, la donna tende poi a rientrare nella situazione di maltrattamento, perchè obiettivamente incontra delle difficoltà".

Laboratori e cohousing

Nelle nuove iniziative che stanno per essere avviate dal Cav nell'ambito del Programma Antiviolenza finanziato dalla Regione, un'attenzione particolare è riservata proprio all'inserimento lavorativo delle donne e alla possibilità di offrire loro un nuovo alloggio. Accanto agli sportelli informativi antiviolenza che saranno attivati nei cinque Municipi, e a corsi di formazione per gli operatori, l'idea è quella di offrire alle donne che hanno già intrapreso un percorso con il sostegno del Cav, anche un supporto specifico orientato al mondo del lavoro. D'intesa con il Comune di Bari, è prevista, ad esempio, l'attivazione di laboratori di sartoria, o per la creazione di manufatti, finalizzati anche alla nascita di piccole start up. "L'idea - spiega Massara - è quella di sostenere il più possibile la donna nella ricerca di un lavoro, anche ad esempio aiutandola nella stesura del curriculum, o accompagnandola presso l'ufficio di collocamento: una serie di azioni pratiche e concrete che possano aiutarla a guardarsi intorno rispetto a quello che offre il territorio". Per quanto riguarda invece il reperimento di un alloggio, c'è in programma l'avvio di progetti di cohousing, che permettano di mettere a disposizione delle donne, sole o con figli, appartamenti da condividere con altre donne, compiendo così un primo passo verso l'autonomia.

Le iniziative contro la violenza di genere

Accanto ai servizi rivolti alle donne vittime di violenza, ci sono poi le diverse iniziative di sensibilizzazione portate avanti dal Centro Antiviolenza. Numerose quelle organizzate nell'ambito della manifestazione 'Generare Culture Nonviolente', promossa dall'assessorato al Welfare per sensibilizzare la cittadinanza sui temi del rispetto delle donne e delle differenze, contro ogni forma di discriminazione e violenza. Sempre in questa settimana dedicata alla lotta alla violenza di genere, il Cav è stato impegnato con presidi informativi (saranno attivi anche oggi, domenica 25 novembre) presso gli ipermercati Coop di Japigia e Santa Caterina, mentre la campagna "Don't Bully Be a Friend" ha coinvolto gli studenti di sei istituti superiori baresi, con una serie di incontri.

Come contattare il Centro Antiviolenza

Il Centro antiviolenza dell'assessorato al Welfare del Comune di Bari ha sede in Strada San Giorgio, 21. E' aperto il lunedì, martedì e giovedì dalle 14.30 alle 18.30, e il mercoledì e venerdì dalle 9 alle 13. E' possibile contattare il centro attraverso il numero verde 800202330, attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7. E' disponibile anche un numero di pronto intervento 392.511.42.13, ugualmente attivo h24 tutti i giorni. A questi numeri si aggiunge il 1522, il servizio pubblico promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Pari Opportunità. "Alle donne diciamo: noi ci siamo, siamo sul territorio, e siamo disponibili come operatrici del centro antiviolenza anche a spostarci per renderci più vicine a chi chiede aiuto - dice Marika Massara - Organizziamo ascolti anche presso le stazioni dei carabinieri, presso i centri per la famiglia, per andare incontro alle esigenze delle vittime. Anche solo un primo ascolto, per prendere informazioni su cosa una donna può fare, è comunque importante. Noi non obblighiamo nessuna a denunciare, è sempre la donna a decidere: noi siamo lì senza giudizio ma solo per ascoltare, accogliere e sostenere".

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