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Mercoledì, 18 Maggio 2022
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Boom dei costi energetici e rincari dei carburanti, la denuncia di Coldiretti: "In Puglia serre sempre più spente"

L'associazione di categoria spiega come i florovivaisti stiano "portando fiori e piante a freddo per mandarle in 'letargo', per abbassare gli enormi costi di gestione non compensati dai prezzi di vendita dei fiori"

Serre sempre più spente in Puglia a causa dei rincari dell'energia e dei costi del carburante aumentati anche del 50%. E' la denuncia della Coldiretti regionale, in vista della festa di San Valentino, momento importante per il rilancio dei consumi del settore, spiegando come i florovivaisti stiano "portando fiori e piante a freddo per mandarle in 'letargo', per abbassare gli enormi costi di gestione non compensati dai prezzi di vendita dei fiori":

"L'insostenibile rincaro dei costi di produzione per i florovivaisti arriva proprio a ridosso di un periodo in cui per molte aziende si realizza oltre il 75% del fatturato annuale", denuncia Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia --  Il rincaro dell'energia non risparmia fattori fondamentali di produzione come i fertilizzanti con aumenti che vanno dall'urea passata da 350 euro a 850 euro a tonnellata (+143%) alle torbe con un +20% mentre per gli imballaggi gli incrementi colpiscono dalla plastica per i vasetti (+72%) dei fiori al vetro (+40%) fino alla carta (+31%) per i quali peraltro si allungano anche i tempi di consegna, in qualche caso addirittura quintuplicati".

"E se in altri settori si cerca di concentrare le operazioni colturali nelle ore di minor costo dell'energia elettrica - aggiunge Coldiretti - le imprese florovivaistiche non possono interrompere le attività pena la morte delle piante o la mancata fioritura, soprattutto in quelle serre dove era già partito il riscaldamento.  Il settore florovivaistico in Puglia può contare su distretto in provincia di Lecce, a Taviano e Leverano che si estende anche ai comuni limitrofi di Alliste, Maglie, Melissano, Nardò, Porto Cesareo, Racale e Ugento e uno in provincia di Bari con al centro della produzione e degli scambi Terlizzi, Canosa, Bisceglie, Molfetta, Ruvo di Puglia e Giovinazzo, e altre realtà aziendali sparse nel resto della regione".

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