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Amministratori sotto tiro, Puglia seconda in Italia per minacce e intimidazioni: 55 casi in un anno

I dati del dossier presentato da 'Avviso Pubblico': nel 2020 la regione è seconda nella classifica nazionale, nonostante gli episodi in calo. Nel Barese sono stati 13. Aumentano gli atti intimidatori via social

La Puglia è seconda in Italia, con la Sicilia, per numero di minacce e aggressioni nei confronti di amministratori locali e personale della pubblica amministrazione registrati nel 2020. È quanto emerge dal decimo rapporto "Amministratori sotto tiro", presentato da Avviso pubblico che in dieci anni ha censito su tutto il territorio nazionale 4.309 casi di minaccia e aggressione: una media di 36 intimidazioni al mese, una ogni 20 ore. Il maggior numero di casi è associato a regioni - come viene evidenziato nel rapporto - con "tradizionale insediamento mafioso" ovvero Sicilia, Calabria, Campania, Puglia che insieme raccolgono 2.555 casi pari al 59% del totale.

La nostra regione, con 55 atti intimidatori, resta dunque tra le regioni più colpite, nonostante - evidenzia il rapporto - "un evidente calo rispetto al 2019", pari al 23 per cento.

Tra le dieci province con il maggior numero di casi dal 2011 al 2020 ci sono Lecce all'ottavo posto seguita da Foggia al nono. Mentre se si considera solo il 2020, il territorio più colpito si conferma Napoli con 46 casi ma ci sono anche le zone pugliesi di Foggia (16), Lecce (14) e Bari (13). Il 14,4% degli atti intimidatori avvenuti nel 2020 nei confronti di amministratori locali e personale della pubblica amministrazione si sono verificati in 41 Comuni che, in un passato più o meno recente, sono stati sciolti per infiltrazione mafiosa. Dal 2016, primo anno in cui Avviso Pubblico ha iniziato a lavorare su questa casistica, gli atti intimidatori che si sono verificati in enti locali sciolti per mafia sono stati complessivamente 346. I Comuni e le Municipalità coinvolte sono stati 121 di cui 11 in Puglia. Sono 11 gli scioglimenti per infiltrazioni mafiose disposti finora nel 2021 e tre riguardano Comuni pugliesi: Squinzano (Lecce), Carovigno (Brindisi) e Foggia.

La tipologia di minacce: la pandemia e le intimidazioni sui social

Sul fronte della tipologia di intimidazioni subite da amministratori locali e personale della Pubblica Amministrazione - sottolinea il rapporto - "si fa sentire l’impatto della pandemia". I social network, già il terzo mezzo più utilizzato per minacciare nel 2019, nell’anno passato hanno scalato questa spiacevole graduatoria, issandosi al primo posto (19% del totale dei casi censiti). Le polemiche legate alle restrizioni adottate per contenere la diffusione del Covid-19 sono spesso evolute in manifestazioni di dissenso sfociate in insulti, delegittimazioni dell’operato degli amministratori locali, quando non di diffamazioni. "La piazza virtuale - viene evidenziato - già negli anni passati contenitore di varie frustrazioni, considerata da taluni uno spazio in cui tutto è concesso, durante le fasi più calde della pandemia ha amplificato queste sue caratteristiche. Le amministrazioni e la Polizia locale sono spesso finite in pasto dei leoni da tastiera, a causa delle ordinanze emesse e dei controlli effettuati per il rispetto delle regole anti- contagio. Ma anche per la concessione di aiuti economici, sussidi o per scelte che non riguardavano l’amministrazione locale, ma il governo centrale". Le aggressioni e gli incendi (18% di casi per ciascuna tipologia), si mantengono in percentuale stabili rispetto al 2019. Seguono minacce verbali e telefonate minatorie (12%), lettere, biglietti e messaggi intimidatori (10%), danneggiamenti (9%), scritte offensive e minacciose (7%), utilizzo di ordigni ed esplosivi (4%), invio di proiettili (2%), spari contro abitazioni ed automobili (1%).

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