No al 5G in città, la protesta dei comitati in Comune. La maggioranza: "Sì al monitoraggio, non ci sono rischi per i cittadini"

Gli attivisti hanno espresso il proprio dissenso durante la seduta in cui è stato approvato un odg del centrosinistra per potenziare i controlli sulle 23 antenne installate nei quartieri del capoluogo

Il tema delle antenne per la sperimentazione del 5G a Bari è approdato in Consiglio comunale: non è stata una seduta del tutto tranquilla quella di ieri, alla quale hanno preso parte, tra il pubblico, gli attivisti dei comitati contrari alla presenza dei 23 ripetitori già installati e di altri che potrebbero essere montati in futuro in città, che irradiano (al momento solo in forma molto limitata) le frequenze della banda di connessione destinata a rivoluzionare internet e le tecnologie da noi utilizzate. La protesta dei comitati è avvenuta in contemporanea con la discussione delle mozioni presentate inizialmente dal M5S e poi dalla Maggioranza.

Approvata la mozione della maggioranza

La prima è stata bocciata dall'aula mentre l'altra ha ricevuto il via libera del centrosinistra con la contrarietà delle opposizioni: "Il testo - spiega a BariToday il capogruppo della Maggioranza Marco Bronzini - prevede una richiesta di continuo monitoraggio con una mappatura delle antenne attive, in modo da garantire che il livello di emissione secondo la legge, già di per sè molto più basso in Italia rispetto a quello europeo, rispetti i limiti consentiti. Se le centraline dovessero evidenziare dati superiori ai consentiti, il servizio sarà sospeso fino a che adeguamenti tecnologici possano farli rientrare nella soglia di legge". L'ordine del giorno, inoltre, sollecita il sindaco Decaro a invitare l'Arpa per effettuare un monitoraggio, comunicando i risultati in Consiglio

I cittadini: "No alle emissioni"

I comitati non hanno gradito la mossa e hanno presentato una diffida, chiedendo la sospensione della sperimentazione e lo spegnimento delle antenne, considerando le emissioni "pericolose" per la salute dei cittadini. Critica anche la coalizione di centrodestra in aula: "Cerco di combattere il pericolo dell’elettrosmog da più di dieci anni, - spiega il vicepresidente del Consiglio comunale Fabio Romito (Lega) - e la seduta di ieri purtroppo dimostra che la sinistra barese non pensa alla salute dei cittadini, esattamente come dimostró nel 2017, quando mandó deserto il Consiglio monotematico da me richiesto". Nei giorni scorsi, il vicesindaco Eugenio Di Sciascio era intervenuto in Commissione Trasparenza a Palazzo di Città, per rassicurare sulla non pericolosità della sperimentazione avviata dallo scorso anno che vede, complessivamente, 80 progetti da realizzare in città, dal porto all'Oncologico, fino all'Amtab: "Il valore complessivo delle emissioni non cambierà perché è soggetto a limiti molto bassi, inferiori ancor di più tenendo conto della legge regionale" aveva rimarcato Di Sciascio. 

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Il M5S: "Rassicurare i cittadini"

"Chiediamo che le emissioni siano costantemente monitorate e sia garantito il rispetto dei limiti di legge imposti!". Ad affermarlo, in una nota, è la consigliera comunale del M5S, Alessandra Simone, sul Consiglio di ieri: "Ad oggi non siamo in grado di escludere completamente eventuali rischi per la salute e, pur ritenendo il 5g un’opportunità  di crescita, crediamo che sia importante rassicurare i cittadini e ascoltare tutti i pareri della comunità scientifica. Per questo motivo  - conclude Simone - abbiamo chiesto l’applicazione del principio di precauzione prima di estendere la nuova tecnologia su tutto il territorio barese".

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