Venerdì, 19 Luglio 2024
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La Cgil Puglia contro l'autonomia differenziata: "Modello accentua disuguaglianze, mobilitazione subito"

d affermarlo è la segretaria generale Cgil Puglia, Gigia Bucci, nell'avviare la campagna pugliese contro l’autonomia differenziata e chiama a raccolta i soggetti diversi che in questi mesi hanno già espresso contrarietà e preoccupazione per la riforma

“In nostro è un appello alla mobilitazione. Soprattutto chi nel Mezzogiorno vive, lavora, produce, ha ruoli di rappresentanza sociale e politica, deve attivarsi per costituire comitati e raccogliere firme in modo da respingere un progetto che divide il Paese e accentua le disuguaglianze”. Ad affermarlo è la segretaria generale Cgil Puglia, Gigia Bucci, nell'avviare la campagna pugliese contro l’autonomia differenziata e chiama a raccolta i soggetti diversi che in questi mesi hanno già espresso contrarietà e preoccupazione per una riforma che, con l’approvazione in via definitiva alla Camera e la promulgazione da parte del Presidente della Repubblica, è diventata legge dello Stato.

“Siamo stati in piazza a febbraio, assieme a tanti associazioni, sindaci, partiti, economisti, primi in Italia a mobilitarci contro il rischio di un progetto “che fa male al Mezzogiorno ma indebolisce tutto il Paese, questo deve essere chiaro”, sottolinea Bucci. “Non è una questione Nord Sud, di certo quella che si paventa come una secessione delle regioni più ricche avverrà sottraendo risorse allo Stato centrale, in una fase di difficoltà economica e di arretramento nella spesa sul sistema sanitario nazionale e le tutele sociali. A rischio c’è la tenuta dei conti dei Comuni, delle Regioni, la salute e l’istruzione pubblica. Rischia di venir meno quel caposaldo di democrazia e uguaglianza che è il contratto collettivo di lavoro nazionale. E a pagare il prezzo più alto saranno i cittadini e le cittadine del Sud del Paese. Non sarà certo la definizione dei Lep – per altro non si sa con quali risorse finanziarie e da definire su una spesa storica che cristallizza il divario Nord-Sud – a realizzare una uguaglianza sostanziale per quantità e qualità dei servizi”.

Assieme alla proposta di premierato, spiega ancora la Cgil, "rappresentano un passo verso la trasformazione della natura stessa della nostra democrazia e della Carta Costituzionale, nata dalla lotta di Liberazione contro il nazifascismo. Quella Costituzione che ha tenuto unito il Paese in tante fasi delicate della Repubblica, che è ispirata a valori solidaristici e afferma il principio inviolabile dell’uguaglianza tra cittadini, a prescindere da dove si nasce o si sceglie di vivere".

“Un principio oggi stravolto da una legge – afferma la Cgil pugliese - che svuota lo Stato di prerogative su deleghe fondamentali per la vita delle persone: dall’istruzione alla salute, dal lavoro ai trasporti. Mentre noi chiediamo più risorse per la sanità, per superare le liste d’attesa e estendere servizi territoriali e socio assistenziali; mentre il Paese è chiamato a sviluppare politiche coerenti per affrontare le transizioni digitali, ambientali ed energetiche; quando il precariato e la crescente povertà reclamano buona occupazione e aumenti salariali, il Governo delle destre sceglie di spaccare il Paese, di delegare funzioni e decisioni strategiche a singole regioni, e di fatto condannare il Mezzogiorno e chi ci vive a un futuro sempre più critico. Tutto questo quando la stessa Unione Europea aveva indicato tra i suoi obiettivi prioritari la coesione territoriale e quindi colmare quel gap di servizi e sviluppo che divide Sud e Nord dell’Italia”.

È la ragione per cui la Cgil Puglia chiama tutte le forze sociali e politiche, ai rappresentanti delle istituzioni, al mondo dell’associazionismo e dell’impegno civile e politico, “a dar vita a una straordinaria e diffusa mobilitazione, costituendo sui territori comitati promotori del referendum abrogativo dell’autonomia differenziata, avviando così la raccolta delle firme. È un impegno a difesa della democrazia, della Costituzione, dell’uguaglianza tra territori e cittadine e cittadini. Per un modello sociale che guardi al benessere collettivo a partire dalle persone più in difficoltà e che non premi l’egoismo dei ricchi. A uscirne sarebbe un Paese complessivamente più ingiusto e debole. Mobilitiamoci, ora, subito. A difesa dell’unità del Paese e dell’uguaglianza dei diritti”.

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