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Coltivazioni 'ingannate' dall'autunno mite, Coldiretti Puglia: "Novembre folle con ciliegi in fiore e fichi in produzione"

L'associazione di categoria lancia l'allarme sui possibili danni causati dal brusco cambiamento di clima determinato dai venti forti e dal prossimo arrivo del freddo

È allarme nelle campagne dove le coltivazioni ingannate dall’autunno caldo sono più sensibili al maltempo e al previsto abbassamento delle temperature, quando in Puglia i ciliegi sono in fiore e i fichi sono in produzione. È quanto afferma Coldiretti Puglia, in relazione al bollettino di allerta gialla della Protezione Civile con venti di burrasca, ma anche per il freddo che arriverà, in un 2023 che si posiziona nel nostro Paese al secondo posto tra gli anni più caldi dal 1800.

"A rischio le colture che per il caldo hanno prolungato la stagione - spiega la Coldiretti in una nota - dalle melanzane ai peperoni, dalle zucchine ai cetrioli, mentre sono ancora in corso le raccolte del mais e del riso ed è appena iniziata quella delle olive con il centro nord che ha già perso un terzo della produzione.

"Siamo di fronte - continua la Coldiretti Puglia - ad una evidente tendenza alla tropicalizzazione con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal caldo al maltempo con effetti devastanti. Il risultato è che il 2023 si classifica come l’anno nero dell’agricoltura con la maturazione precoce dei prodotti agricoli come mandorli e peschi in fiore a febbraio, mimose già pronte a dicembre e a gennaio, maturazione contemporanea degli ortaggi in autunno e brusca variazioni climatiche con ingenti danni in campagna. Sono disastrosi gli effetti sui campi della tropicalizzazione del clima che azzera in pochi attimi gli sforzi degli agricoltori che perdono produzione e al contempo subiscono l’aumento dei costi a causa delle necessarie risemine, ulteriori lavorazioni, acquisto di piantine e sementi e utilizzo aggiuntivo di macchinari e carburante.

"L’agricoltura è l’attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici, ma è anche il settore più impegnato per contrastarli - sottolinea la Coldiretti  Puglia - si tratta di una nuova sfida per le imprese agricole che devono interpretare le novità segnalate dalla climatologia e gli effetti sui cicli delle colture, sulla gestione delle acque. Servono investimenti anche grazie al Pnrr per la manutenzione, risparmio, recupero e regimazione delle acque, un impegno per la diffusione di sistemi di irrigazione a basso consumo, ma anche ricerca e innovazione per lo sviluppo di coltivazioni resistenti".

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