Venerdì, 30 Luglio 2021
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"Materie non previste e bando non chiaro": il concorso Arpal rischia pioggia di ricorsi. Fratelli d'Italia: "Intervenga Brunetta"

Negli ultimi giorni al PalaFlorio di Bari è in corso una serie di prove per selezionare diversi profili professionali da inserire a tempo indeterminato negli organici dell’agenzia per le politiche attive del lavoro

"Un bando poco chiaro, che lascia troppi margini di discrezionalità nelle valutazioni e che, soprattutto, ha permesso di presentare prove preselettive non coerenti, né con lo stesso bando, né tanto meno tra loro". "Si contano materie non previste, logica matematica, cultura generale e letteratura su tutte, o non desumibili chiaramente, inglese e informatica". E ancora: "Test di trenta domande ciascuno più tre di riserva con tre risposte a disposizione erano uno diverso dall’altro, non permettendo di garantire una valutazione con lo stesso metro di giudizio dei candidati". È questo il nocciolo di una potenziale illegittimità del concorsone Arpal Puglia, che ha scatenato polemiche e rischia di alimentare ricorsi tra i candidati. Una serie di prove in corso in questi giorni al PalaFlorio di Bari per selezionare diversi profili professionali da inserire a tempo indeterminato negli organici dell’agenzia per le politiche attive del lavoro presieduta dall’ex sottosegretario al Ministero del Lavoro Massimo Cassano. Prove selettive per l’individuazione di figure come Istruttore del mercato del lavoro, Specialista in comunicazione, Specialista in rapporti con i media o Istruttore amministrativo. In lizza 60 mila candidati per 1.200 posti in totale. Di qui la necessità di prove preselettive per scremare a tre volte il numero dei futuri assunti la platea. Il problema però nasce dal contenuto delle prove, curate dall’agenzia Power Job.

La replica di Cassano: "Procedure regolari"

Il bando recita per tutti i profili: “Qualora le domande presentate siano in numero superiore a tre volte il numero dei posti a concorso sarà previsto lo svolgimento di una prova preselettiva mediante test preselettivi a valenza attitudinale sulle materie specifiche dei posti messi a concorso”. Tra le materie specifiche elencate nel profilo di Specialista per la Comunicazione, ad esempio, non sono previste serie numeriche o problemi aritmetici, né tanto meno, per quanto coerente per una figura di comunicatore, cultura generale. Eppure all’incirca un terzo delle domande verteva su queste tematiche. Nulla di trascendentale se quelle materie non mancassero tra le elencate nel bando. Non solo. Anche le circa tre domande di informatica e inglese risulterebbero ambigue, nel senso che nel bando è riportato: “In esito alla eventuale prove preselettiva, i candidati saranno sottoposti a prova di idoneità informatica. La prova di idoneità di informatica è volta alla verifica delle conoscenze di base e consiste nella somministrazione di un compito da redigere con uno dei più comuni sistemi di videoscrittura. Coloro che risulteranno idonei alla prova di informatica avranno accesso alla successiva prova di lingua inglese. La prova di idoneità di lingua inglese è volta alla verifica delle conoscenze di livello A1”.

Ciò vuol dire che sono materie previste dal profilo, a differenza di logica matematica, cultura generale e letteratura, ma il bando presentato in questo modo lascia ampio margine di interpretazione. Non è solo quindi il contenuto delle domande il problema, ma proprio la loro presenza. Per questo è già nato un gruppo Facebook di candidati pronti a impugnare la preselezione, con decine di iscritti, partito dai gruppi riunitisi per confrontarsi sull’andamento delle prove. Il loro obiettivo è arrivare a formulare un ricorso collettivo davanti al Tar per annullare le prove.

C’è chi scrive. “La differenza del questionario non implica differenza di difficoltà. In tutti i concorsi sono differenti. Gli argomenti su cui battere sono: la presenza di argomenti di amministrativo non presenti nel bando, idem per penale. Si aggiungano le domande di inglese e di informatica per le quali è precisato nel bando che ci sarà una prova di idoneità per chi e solo per chi dovesse superare la preselettiva”. Altri invece se ne lamentano. Quella della differenza delle domande è invece uno dei punti che lascia perplessi, perché le difficoltà da questionario a questionario mutano. Oltre ai ricorsi al Tar che potrebbero scattare nelle prossime settimane si registra l’intervento del gruppo consiliare in seno alla Regione di Fratelli d’Italia. Il partito di opposizione attacca politicamente Cassano e il governatore Michele Emiliano e sulle prove sottolinea: “Ci ritroviamo di fronte a un concorso che presenterebbe (a detta di alcuni candidati che ci hanno avvicinato e che annunciano ricorsi, ma anche di alcune notizie di stampa) grandi falle organizzative e un test con domande più ‘pop’ (dal chi è il doppiatore di Toy Story a chi ha scritto ‘Le cronache del ghiaccio e del fuoco’) e che di vera cultura generale”. E ancora: “Anche questa volta, dopo averlo importunato senza ricevere risposta sulle nomine dei capi dipartimento, non ci rimane che scrivere al ministro Brunetta per sapere come coniuga il suo concetto di ‘efficienza nella pubblica amministrazione’ con quello che accade Arpal Puglia alle procedure concorsuali in atto”.

La questione rischia di non finire al termine delle prove preselettive. Lo si comprende anche dalla nota di Antonella Laricchia, consigliera regionale del Movimento 5 stelle. “Non si può restare indifferenti dopo aver letto delle modalità con cui si è proceduto all’espletamento delle prove concorsuali  dell’Arpal Puglia. In tanti hanno segnalato la banca dati non pubblicata; la presenza di materie non contemplate nel bando di gara (logica, informatica e inglese) e l’assenza delle materie specifiche di diritto previste dal bando; codice a barre aventi la medesima stringa alfanumerica identificativa e univoca su quali sono state sollevate perplessità sulle modalità di riconoscimento. Per non parlare poi di alcune delle domande dei test preselettvi che, come letto sulla stampa, andavano dai doppiatori di Toy Story all’attore che interpreta Don Matteo. Per fare la massima chiarezza su queste segnalazioni ho chiesto di audire in VI Commissione Lavoro e Formazione il Direttore Generale dell’Arpal Massimo Cassano e l’Assessore alla Formazione e Lavoro Sebastiano Leo”. 

(foto di repertorio)

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