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Martedì, 24 Maggio 2022
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Critiche all'appalto delle mense ospedaliere in Puglia, la protesta dei sindacati: "Rischio bagno di sangue occupazionale"

Protesta, questa mattina, davanti alla Regione. La Filcams Cgil Puglia: "Le lavoratrici e i lavoratori del settore saranno certamente in esubero ed è difficile che si possa porre in essere un adeguato piano di riassorbimento"

Il nuovo bando  da 372 milioni di euro per l'appalto mense ospedaliere indetto da InnovaPuglia "potrebbe creare una forte crisi occupazionale in un comparto già fortemente colpito dalla pandemia. Le lavoratrici e i lavoratori del settore saranno certamente in esubero ed è difficile che si possa porre in essere un adeguato piano di riassorbimento": è quanto afferma in una nota la Filcams Cgli Puglia con la quale si annuncia la protesta, in programma questa mattina dinanzi alla sede della Presidenza della Regione, sul lungomare di Bari, per chiedere il ritiro del bando relativo al Servizio di ristorazione ai degenti e ai pazienti ricoverati nei presidi ospedalieri e nelle strutture sanitarie di tutte le aziende sanitarie/IRCSS/AUO della Regione Puglia.

Per la segretaria Filcams Cgil Puglia, Barbara Neglia, bisogna "rivedere urgentemente i criteri dell'appalto al fine di evitare un bagno di sangue dal punto di vista occupazionale. L’evidente assenza della politica su questa vertenza, conclude la Segretaria, ci richiama a un senso di responsabilità che ci vedrà mettere in campo tutte le azioni di protesta necessarie per la tutela dei lavoratori e delle lavoratrici e per garantire ai pazienti un servizio adeguato e di qualità". Secondo Neglia, nel bando, ci sarebbero "importanti omissioni per ciò che riguarda le clausole sociali, il mancato utilizzo dei centri cottura, alcuni appena ristrutturati, che non verranno utilizzati dalla società o Rti vincitrice del bando, l'aumento del costo per ogni pasto di 87 centesimi". I sindacati chiedono anche un incontro don il neo assessore alla Sanità, Rocco Palese.

Sulla vicenda interviene il mondo politico regionale: "Siamo al fianco dei sindacati - spiegano in una nota i consiglieri regionali del M5S - sciopereranno davanti alla Presidenza della Regione Puglia per chiedere la revoca in autotutela del bando regionale per le mense ospedaliere, che scadrà il prossimo 18 febbraio. In un momento come questo infatti non si può correre il rischio che centinaia di operatori del settore perdano il posto di lavoro, dal momento che non è stata fatta una ricognizione del personale attuale e il rischio è che in tanti non sarebbero ricollocati. Riteniamo prioritario il ritiro del bando e la concertazione assieme ai sindacati di criteri che possano salvaguardare gli attuali livelli occupazionali. Il tutto anche nell’ottica di una possibile internalizzazione del servizio che riteniamo debba essere l'obiettivo cui puntare. Le perplessità sul bando - continuano -  sono state espresse anche dall’associazione nazionale della ristorazione collettiva, sia per la mancanza di un numero certo di lavoratori che per i 90 giorni di tempo per le aziende aggiudicatarie per realizzare le cucine centralizzate, una per ogni provincia, tempo ritenuto troppo esiguo Nutriamo forti dubbi anche sulla qualità dei pasti che sarebbero serviti ai pazienti, preparati nelle cucine centralizzate con il metodo di refrigerazione ‘Cook and Chill’ e poi trasportati nei diversi presidi. Il cibo è parte integrante della terapia e gli studi dimostrano come abbia un ruolo fondamentale per il benessere dei degenti.  Per questo auspichiamo che il bando venga revocato e modificato per scongiurare una nuova vertenza e garantire il miglior servizio per i pazienti".

Critiche anche da Fratelli d'Italia che chiede di ritirare il bando in scadenza alle ore 12 del 18 febbraio, il quale "presenta più ombre che luci, ma soprattutto apre l’ennesima vertenza occupazionale in una Puglia dove a rischiare il posto di lavoro sono, ormai, tantissimi".

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