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Colpito da trombosi, 54enne in Rianimazione a Bari: indagini su correlazione col vaccino J&J, "nessuna ipotesi esclusa"

Silvio Tafuri, docente di Igiene dell'Università degli Studi di Bari e responsabile della control room Covid racconta la procedura sulla farmacovigilanza, mentre rimangono critiche le condizioni dell'uomo

“L’esame del fascicolo è in corso e darà i risultati li avremo entro la giornata di mercoledì, dopo averli condivisi col Centro regionale”. Silvio Tafuri, docente di Igiene dell'Università degli Studi di Bari e responsabile della control room Covid del Policlinico, racconta lo stato della procedura sulla farmacovigilanza del 54enne ricoverato in rianimazione a causa di una trombosi. Le sue condizioni rimangono critiche, mentre le equipe della struttura sanitaria provano a far luce sulle cause del malore. Soprattutto provano a comprendere se ci sia una correlazione tra il vaccino antiCovid a vettore virale Johnson&Johnson somministrato il 26 maggio scorso e il malessere avvertito attorno al 9 giugno, che ha portato l’uomo in terapia farmacologica per trombosi venosa periferica al Miulli di Acquaviva. Di lì il trasferimento del 12 giugno per un attacco ischemico al Policlinico, dove è in cura nel reparto di rianimazione.

“Ci riserviamo di esprimere un giudizio – spiega Tafuri – dopo aver valutato tutti I fattori predisponenti possibili come causa dell’evento, tra questi anche i problemi di coagulazione del sangue riscontrati in alcuni suoi parenti. Stiamo esaminando tutte le ipotesi possibili, attraverso l’algoritmo The Causality Assestmant col centro regionale di Farmacovigilanza che ci impone di valutare tutte le ipotesi alternative. Stiamo verificando se nell’uomo sono presenti altri fattori di rischio finora non rilevati”.

I risultati diranno quindi se il vaccino abbiamo potuto metter in crisi l’organismo o scatenato una reazione. Senza escludere la casualità dettata dalla contemporaneità dei due eventi, la vaccinazione e la trombosi. Uno studio accurato che verrà poi condiviso con la Regione e comunicato all’Agenzia per il farmaco e al ministero della Salute. “Un giudizio – ribadisce Tafuri – per ora rimane prematuro”. Intanto i medici della rianimazione proseguono con accertamenti e terapie per salvare la vita dell’uomo.

(foto di repertorio)

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