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"I nostri 30 bimbi a rischio finiranno per strada, abbandonati e senza fondi": l'allarme del centro diurno di Japigia

Le 13 strutture convenzionate col Comune che si prendono cura di 540 minori tra i 6 e i 17 anni attendono fondi da settembre e sono pronte a manifestare davanti alla Regione con gli operatori del welfare pugliesi. Marzano: "Vergogna"

Giorgia Marzano non usa mezzi termini. “La situazione non è grave. È gravissima. Dal primo giugno chiudiamo e 30 bambini rimarranno per strada”. Educatrice referente del centro Centro Educativo per Minori Insieme - Onlus San Francesco D'Assisi del quartiere Japigia di Bari racconta dell’impossibilità di andare avanti per la struttura in assenza di fondi. Mancano dallo scorso settembre, da quando sono ripartite le attività, e gli operatori, cinque, non prendono lo stipendio dallo scorso marzo. La colpa è nei ritardi nel pagamento della convenzione da parte del Comune di Bari che, a sua volta, attende il recupero dei fondi da parte della Regione.

“Seguiamo 30 bambini dai 6 ai 17 anni, a rischio devianza, con storie difficili alle spalle - racconta - , alcuni affidatici dal Tribunale dei minori  in attività che vanno dal doposcuola alla mensa, dai laboratori didattici a quelli per la legalità e allo sport. Durante i mesi di lockdown non abbiamo mai spento i pc e telefoni, abbiamo continuato a seguire i nostri casi più difficili oltre qualsiasi orario, anche se eravamo in cassa integrazione, ma ora non possiamo andare più avanti, siamo stati abbandonati”.

Giovedì 20 maggio i rappresentanti di tre Centri, tra i quali l’unico di Carbonara, che accoglie 120 ragazzi anche di Loseto e Ceglie del Campo, manifesteranno davanti alla sede della Regione di via Gentile, assieme a il centro di Annibale di Francia, che ne segue altri 60. Poi, il 28, sarà la volta di tutto il settore del welfare pugliese. Nella sola Bari sono 540 i minori a rischio seguiti da tredici strutture in totale senza una risposta certa sui tempi delle lunghe procedure di reclutamento dei fondi e delle convenzioni.

“Il nostro interlocutore è il Comune di Bari – aggiunge Marzano – ma finora non abbiamo avuto ancora risposte, siamo molto delusi. Eppure il sindaco Antonio Decaro e l’assessora Francesca Bottalico in passato si erano sempre dimostrati attenti ad ascoltare la nostra situazione. Il Comune dovrebbe elargire all’incirca 600 euro per minore al mese. Finora l’ente gestore dei frati francescani ha fatto fronte alle spese e agli stipendi ma non può più andare avanti, finiremo in cassa integrazione e i ragazzi per strada. Da settembre siamo ancora nella fase di accettazione di recupero dei fondi, mentre le richieste, a noi che stiamo a Japigia, non fanno altro che aumentare, con i nuovi quartieri di Sant’Anna e la crisi dovuta alla pandemia”.

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