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Emergenza Covid e povertà: a Bari le volontarie del Cif distribuiscono cinquanta pasti sul sagrato di San Ferdinando

Il pranzo di domenica 31 gennaio prevede un menù con pasta al forno, pollo con patate, acqua, frutta e dolce. È preparato e confezionato dal ristorante Pronto Chef, locale della zona del Policlinico

Donne volontarie impegnate nella distribuzione di pasti a cinquanta persone indigenti. È quanto accadrà a Bari nella centralissima via Sparano sul sagrato della chiesa di San Ferdinando la mattina di domenica 31 gennaio. Volontarie del Cif (Centro italiano femminile) comunale di Bari provvederanno a consegnare all’incirca cinquanta confezioni con all’interno un intero pranzo destinato a senzatetto e migranti in difficoltà. Un’azione solidale che coinvolge la parrocchia ogni seconda domenica del mese e che vede impegnate invece le volontarie dell’associazione cinque volte l’anno, nei mesi in cui è presente la quinta domenica. Durante l’emergenza freddo il Cif cura anche la distribuzione dei pasti la sera della prima domenica del mese. Il gruppo di circa trenta volontarie, donne lavoratrici o casalinghe, danno così il loro contributo, come molte, per fortune, realtà che operano nel sociale a Bari. Questo facilita la fruizione per le persone bisognose e la distribuzione del cibo tra Caritas, associazioni e parrocchie.

Un metodo che assicura un più razionale dispendio di energie da parte dei volontari e delle parrocchie e consente a chi usufruisce della distribuzione di conoscere tempi e luoghi, in un periodo difficile, dovuto alla pandemia Covd, alle esigenze dovute alle misure di sicurezza e al freddo. Il pranzo di domenica 31 gennaio prevede un menù con pasta al forno, pollo con patate, acqua, frutta e dolce. È preparato e confezionato dal ristorante Pronto Chef, locale della zona del Policlinico, che rifornisce i volontari a un prezzo calmierato in favore delle persone indigenti. I costi sono comunque a carico dell’associazione Cif. “Collaboriamo in tutte le parrocchie – spiega Benedetta, la presidente del Cif che coordina assieme alle volontarie tutte le attività dell’associazione – dove sono distribuiti i pasti, perché per fortuna esistono tante realtà in città che provvedono a questo tipo di servizio. Noi ci siamo fatti carico della cena durante l’emergenza freddo la prima domenica del mese e per il pranzo la quinta domenica, grazie al contributo di tutte le volontarie che donano tempo e risorse per venire incontro alle esigenze dei più bisognosi”.

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