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La dispensa a scuola per condividere il cibo: la lotta allo spreco alimentare di Avanzi Popolo tra i banchi della Gabelli

Il percorso avviato nell'istituto di Santo Spirito nell'ambito del progetto 'Bari Food Sharing': ogni studente potrà lasciare in un mobile cibo a disposizione degli altri compagni. In programma anche la rete tra fornitori e distributori di cibo

Una parte teorica e una pratica laboratoriale, con l’intenzione di realizzare una dispensa comune dove i ragazzi possano lasciare il cibo che non consumano e condividerlo con i propri compagni. Un’azione che rientra nel Bari Social Food, il progetto che vede impegnati i volontari di Avanzi Popolo 2.0, Caps Cooperativa sociale e Comune di Bari e “che ha l’ambizione di contribuire alla definizione di una food policy per la nostra città, ossia una strategia che punti alla sostenibilità sociale e ambientale del sistema alimentare cittadino”.

Un’iniziativa che coinvolge anche la scuola, l’istituto Gabelli di Santo Spirito, attraverso un ciclo di otto incontri con due prime classi della media inferiore.  “Rappresenta un percorso – racconta Marco Costantino di Avanzi Popolo 2.0 -  contro lo spreco alimentare. Prevede la realizzazione, dal prossimo anno, date le restrizioni della pandemia, di una dispensa a scuola che i ragazzi potranno utilizzare per scambiare cibo. Funziona così: a chi non piace qualcosa la può riporre nella dispensa e magari qualcun altro potrà consumarla. È il cosiddetto food sharing. Spieghiamo anche ai ragazzi l’impronta ecologica delle produzioni alimentari, cos’è il commercio equo e solidale e affrontiamo le tematiche di sostenibilità delle produzioni alimentari”.

Il prossimo anno attraverso l’assessorato ai Servizi sociali del Comune sarà individuata anche un’altra scuola da coinvolgere. Quello di quest’anno rimane comunque un lavoro preparatorio per la messa in pratica delle tematiche che verranno poi affrontate nel prossimo. “Questa comunque è solo la parte del progetto – spiega ancora Costantino - di educazione, ma l’idea complessiva è quella di cercare di sistematizzare modello, mettendo in connessione le fonti di approvvigionamento del cibo con le antenne di associazioni, organizzazioni e volontari che operano nella distribuzione dello stesso, in modo da mappare e supportarli, anche attraverso la tecnologia digitale, per migliorare l’attività di tutti. Nello specifico sul cibo e il contrasto allo spreco stiamo costruendo una campagna di comunicazione con un lavoro di cucitura sartoriale tra i luoghi dello spreco e del bisogno”.

Parte così “la costruzione di una rete che valorizzi il ruolo dei tantissimi soggetti che in città svolgono un lavoro fondamentale, ma spesso poco riconosciuto, per assicurare il diritto al cibo. Il nostro ruolo, come sempre, sarà provare a favorire la costruzione di legami efficaci affinché occasioni di spreco diventino opportunità di recupero e approvvigionamento”.

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