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Bello ma incompleto e assediato dai rifiuti: viaggio nel parco pineta di San Luca nel rione Japigia

Lo spazio verde è dotato di campi di calcetto e di bocce, spogliatoi e lampioni: non sono attivati e mancano i giochi dei bambini in attesa di sbloccare gli appalti, mentre è puntuale la manutenzione

Francesco, un residente della zona, porta a spasso il cane e non ha dubbi: “In un anno la situazione qui è sicuramente migliorata, vengono periodicamente a pulire l’erba e i rifiuti e ci sono i due campi di calcetto nuovi per i ragazzi. Prima le piante erano così alte che neanche si riusciva ad entrare”. L’ingresso nella pineta San Luca è nascosto tra il quadrilatero degli edifici popolari di Japigia. È una delle opere incompiute di lunga data dalle amministrazioni comunali recenti, appaltata prima dell’insediamento della prima Giunta Decaro e ancora non portata a termine.  

Il vialetto sul lato di via Giustina Rocca tra pini maturi e nuovi alberi piantati di recente rendono l’idea di un boschetto curato, dei migliori parchi che si possano trovare in giro per l’Italia, grazie anche al prato tagliato di fresco e i rifiuti rimossi. Gli operai della ditta Chirulli che ha in appalto la manutenzione sono al lavoro da due settimane, ma fanno quello che possono. Il parco è incompleto. Del campo di bocce si intravede solo il tracciato, mancano le panchine tra aiuole e viali, i giochi per i bambini, di cui si intuiscono solo le piazzuole dove sono destinate, e l’illuminazione: i lampioni ci sono, ma non funzionano ancora. E non mancano i problemi, come conferma l’assessore comunale ai Lavori pubblici, Giuseppe Galasso, gli operai in servizio, e le montagnole di bottiglie di plastica accumulate nei due campetti, che hanno parte della recinzione e le panchine rotte. Come sono rotte le finestre e le vetrate della costruzione destinata a ospitare gli spogliatoi dei campetti e un’attività di ristoro che contribuisca in futuro a tenere presidiato il parco. Su quella di ingresso si notano i segni dei colpi che hanno provato a frantumarla. Quelli più piccoli potrebbero ipoteticamente essere d'arma da fuoco.

“Ogni giorno in queste due settimane – raccontano gli operai al lavoro, che curano anche il parco non lontano di via Siponto - abbiamo riempito il camion di bottiglie, buste di plastica e altri rifiuti. Tappeti di rifiuti. Cerchiamo di fare il nostro meglio per regalare ai cittadini un parco curato, speriamo se ne rendano conto perché è davvero un bellissimo spazio verde. In fondo ne beneficiano loro”.

Il contesto è complesso. La zona, oltre che popolare nel senso genuino del termine, subisce l’influenza di organizzazioni criminali. Due bambini, non più di dieci anni ciascuno, che entrano senza casco in sella a una motocross di piccola cilindrata lo ricorda. Come la vetrata di ingresso del piccolo edificio danneggiata. “I problemi dietro quegli appalti sono diversi – sottolinea Galasso – e non è facile venirne a capo, per questo i lavori sono partiti e si sono arrestati più volte. La manutenzione è comunque garantita, cercheremo di superare i problemi burocratici e portare a termine l’opera, con l’idea di affidarla agli stessi cittadini e alla comunità parrocchiale perché se ne prendano cura. Solo così potrà avere un futuro certo”.

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