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Lunedì, 15 Agosto 2022
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Nodo ferroviario a Sud di Bari, il Tar accoglie il ricorso del comitato 'Le Vedette della Lama' e sospende il progetto

Per il tribunale amministrativo regionale Rfi e gli enti dalla Regione alla Città metropolitana va valutata l'alternativa fatta emergere dalle associazioni a tutela del paesaggio di Lama San Giorgio e i suoi insediamenti naturalistici e archeologici

Il progetto del passaggio ferroviario del cosiddetto "collo d'oca" a sud di Bari è sospeso. Lo ha deciso il Tar di Puglia, dopo l'udienza di mercoledì 29 giugno, sul ricorso del Comune di Noicattaro e dei comitati cittadini, tra i quali le Vedette della lama, in difesa del paesaggio di Lama San Giorgio. Il progetto prevede il raddoppio dei binari per circa dieci chilometri a sud della città e la successiva variante di un tratto di Statale 16, opera strategica nell'ambito del più ampio progetto del Nodo ferroviario di Bari, finanziato con fondi Cipe. La Regione Puglia ha tempo fino al 10 ottobre per riesaminare il progetto, individuando quello «idoneo meno impattante da un punto di vista ambientale e paesaggistico». L'udienza di merito si discuterà il 18 gennaio 2023. Era da tempo che esperti, studiosi e appassionati si erano impegnati per far emergere il valore delle testimonianze storiche e antropologiche presenti nella Lama, tra cui un insediamento romano e uno rupestre medioevale. A confermare la presenza di testimonianze archeologiche sono sia i rilievi della Soprintendenza che gli studi del professore Alfredo Geniola, paleontologo dell’Università di Bari. Inoltre i binari rasenterebbero la proprietà e soprattutto l'abitazione di una famiglia, anch'essa coinvolta nel ricorso curato dall'avvocato Giacomo Sgobba. Il ricorso vede ora Regione Puglia, Città metropolitana di Bari, Soprintendenza, ministeri di Cultura, Infrastrutture e Transizione ecologica e Rfi, costrette a correre ai ripari soprattutto per far fronte alla sospensione della delibera di Giunta regionale del febbraio scorso per il rinnovo dell'autorizzazione paesaggistica alla «Infrastruttura strategica Nodo di Bari: Bari Sud (tratta Bari Centrale - Bari Torre a Mare). Il Comune di Noicattaro aveva annunciato la sua costituzione in giudizio attraverso la decisione della Giunta con la volontà del sindaco Raimondo Innamorato.

Stando all'ordinanza del Tar, «l'assenza di alternative localizzative e/o progettuali» non sarebbe stata adeguatamente motivata dai pareri tecnici, evidenziando al contrario che «alternative sembrerebbero essere emerse nel corso del procedimento». Di fatto il Tribunale amministrativo richiama gli enti a considerare un progetto alternativo a quello adottato. Progetto che, come spiegato dall'avvocato Sgobba esiste già ed è stato presentato dalla stessa azienda legata a Ferrovie dello Stato. "In origine – aveva sottolineato Sgobba – c’erano tre progetti presentati da Rfi per la realizzazione di quel nuovo tratto. Il terzo era quello dai costi più contenuti e il meno impattante dal punto di vista paesaggistico e archeologico, perché permetteva il passaggio dei binari dalla vicina cava. Ora dovranno spiegare perché non si sia optato per quello”. Per Sgobba la decisione del Tribunale amministrativo regionale rappresenta  un’enorme successo anche se si tratta ancora di una fase cautelare.

Esultano anche le Vedette della Lama, l'associazione di scopo nata per poter agire giudizialmente per preservare il sito naturalitico e archoelogico, assieme all'Archeoclub di Rutigliano e all'associazione Onda verde. "Un risultato importante - scrivono sulla loro pagina social - ottenuto dall'avvocato Sgobba per gli ambientalisti e dall'avvocato Lofoco, quest'ultimo in rappresentanza del Comune di Noicattaro costituito in giudizio, che può ridisegnare il tracciato del "collo d'oca" ferroviario in modo sicuramente meno impattante per quei luoghi di estremo interesse non solo paesaggistico-territoriale na manche storico-archeologico. E non solo, rappresenta un viatico fondamentale nella progettazione della nuova strada Statale 16 che si vorrebbe realizzare. È solo un primo passo - aggiungono - , ma è un passo importantissimo per tutti noi che, lo ricordiamo, riteniamo la tutela del territorio e dell'ambiente non meno importante delle dotazioni infrastrutturali pur necessarie. E il noi oggi significa lo Stato in forza delle modifiche intervenute a febbraio degli articolo 9 e 41 della Carta Costituzionale".

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