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Sorelle partoriscono lo stesso giorno a distanza di tre ore, la storia Valentina e Rossana: "Un'emozione indimenticabile"

La nascita delle loro bambine all'ospedale San Paolo di Bari il 30 dicembre. Le gravidanze portate avanti "in simbiosi", poi il travaglio in contemporanea e il parto (con imprevisto) che ha visto la mobilitazione di tutto il personale: "Un'équipe fantastica"

Nove mesi trascorsi "in simbiosi", con le rispettive gravidanze portate avanti sostenendosi a vicenda, facendo le visite insieme, sin dal momento in cui, in maniera del tutto inaspettata, avevano scoperto di essere entrambe in attesa. Ma la sorpresa più bella non era ancora arrivata: perché il destino ha voluto che Valentina e Rossana, sorelle barlettane di 37 e 41 anni, dessero alla luce le loro bambine anche nello stesso giorno, nello stesso ospedale, a distanza di tre ore l'una dall'altra. Un evento speciale, che lo scorso 30 dicembre ha in qualche modo mobilitato tutto il personale del reparto di Ostetricia e Ginecologia del 'San Paolo' di Bari.

"Quel giorno - racconta Valentina - avevamo entrambe appuntamento per il tracciato". Ma già durante la notte precedente, la sorella Rossana ha avvertito delle contrazioni, per questo, di intesa con la loro ginecologa, la dottoressa Valeria Fumarulo, decidono di anticipare i tempi, recandosi in ospedale prima del previsto. Qui arriva la prima conferma: Rossana è in travaglio, deve essere ricoverata. Come da procedura, viene sottoposta al primo dei due tamponi anticovid, per poter accedere in sala parto. La notizia inaspettata, però, arriva poco dopo: perché, come risulta dal tracciato, anche Valentina ha le contrazioni. Anche per lei comincia il travaglio, ma come la sua ginecologa sa, per la sua situazione è necessario un cesareo, che hanno programmato per il 5 gennaio. "Ma non c'era tempo, non potevo partorire per via naturale, per questo la dottoressa ha subito avviato anche per me il protocollo per il ricovero". Come da prassi, primo tampone anticovid rapido, in attesa del molecolare di conferma, per correre subito in sala operatoria e far nascere la piccola Amelia. Ed è a questo punto che le cose sembrano complicarsi. "Lì è arrivata la doccia fredda - prosegue Valentina - perché il primo tampone è risultato positivo. Eravamo state così attente durante i giorni di Natale, non avevamo visto neppure i nostri genitori, non ci potevo credere. A quel punto avrebbero dovuto trasferirmi al Policlinico, unico ospedale per le partorienti Covid. Non volevo andare in un ospedale dove non mi conoscevano, separarmi da mia sorella". Nel frattempo, Rossana è in sala parto, mentre i loro genitori - che stanno per diventare nonni per la prima volta, e con due nipotine in un colpo - non possono che restare in attesa fuori dall'ospedale. I messaggi corrono veloci sulla chat di famiglia. "Ero lì in travaglio, e allo stesso tempo ero preoccupata per mia sorella, cercavo di capire cosa sarebbe successo", racconta Rossana. Il punto è che per Valentina non c'è tempo: la bimba sta per nascere, è necessario un cesareo, ed è impossibile pensare di attendere l'esito del tampone molecolare per poi procedere con il trasferimento al Policlinico. Ed è così che scatta la 'mobilitazione' del personale reparto di Ostetricia e Ginecologia dell'ospedale San Paolo, che, in pochissimo tempo, attrezza una sala operatoria per consentire in sicurezza quello che, almeno fino a quel momento, risulta essere un parto Covid: "La dottoressa Fumarulo si è subito attivata, ha fatto tutto il possibile per chiedere un tampone molecolare urgentissimo. E poi, ottenuta l'autorizzazione del primario, tutta l'equipe si è messa a disposizione per rendere possibile il parto: infermieri, medici, anestesisti, si sono bardati e si sono preparati all'intervento. Tutti, davvero, sono stati fantastici, anche i pediatri che, dopo aver indossato tute e dispositivi di sicurezza, sono venuti in sala operatoria per visitare la bambina. Mi hanno coccolata, nonostante potessi essere una paziente Covid non mi sono sentita trattata diversamente, hanno avuto tutte le attenzioni, hanno operato in maniera meticolosa". 

Mentre il cesareo è ancora in corso arriva comunque la buona notizia: l'esito del tampone rapido è un falso positivo, il molecolare risulta negativo. Sono le quattro di pomeriggio, Amelia è nata, la paura Covid è fugata e Valentina e la sua famiglia tirano un grande sospiro di sollievo. Ma c'è ancora l'altra parte di questa bella storia di fine anno che aspetta di essere scritta. Con la dottoressa Fumarulo che si divide tra sala operatoria e sala parto, anche Rossana, alle ore 19, dà alla luce la sua bimba, Daphne Regina. Le due sorelle si ritrovano in stanza, finalmente di nuovo insieme, con le loro bambine e una storia tutta da raccontare: "Siamo diventate mamme e zie in un giorno - ride Valentina - E' stata una grande emozione, di certo una giornata indimenticabile".

"Per tutta la gravidanza - racconta la dottoressa Valeria Fumarulo - queste bambine si sono rincorse, ci chiedevamo chi delle due sarebbe nata prima. E una volta ho detto: e se nascessero lo stesso giorno? E così è stato. Certo ciò che è successo è stato impegnativo ma ha reso tutto ancora più bello, l'intero ospedale si è mobilitato. Ringrazio anche il laboratorio del Di Venere, che in un'ora è riuscito a inviarci l'esito del tampone molecolare. Queste nascite sono state il frutto di un lavoro di squadra eccellente, di una squadra meravigliosa".

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