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"Ore di attesa per una colica renale: l'urologo non c'è la domenica". Il Policlinico: "C'è, salvo urgenze"

Il racconto arriva dalla parente di una donna che domenica 19 settembre ha dovuto far ricorso alle cure del pronto soccorso: "Non c'era il tecnico per la litotrissia". La replica: "Non era urgente"

Il racconto arriva dalla parente di una donna che il pomeriggio di domenica 19 settembre ha dovuto far ricorso  alle cure mediche del pronto soccorso del Policlinico di Bari in preda a dolori dovuti ai calcoli renali. “Aveva una colica renale – riferisce la donna che vuole rimanere anonima -  e così siamo stati costretti ad andare più di una volta pronto soccorso perché il servizio di urologia la domenica non c'è, non c'è il medico come non c'è servizio di urologia dalle 20 fino alle 8 del giorno dopo. Quindi se uno una colica renale se la deve fare venire dalle 8 alle 20 dei giorni dal lunedì al sabato. Dalle 16 di domenica dal pronto soccorso siamo usciti alle 22.30, le è stata fatta un’ecografia a ginecologia indicata dal medico del pronto soccorso, ma solo dopo aver atteso quattro ore nella clinica”.

Il racconto prosegue con la diagnosi. “A ginecologia hanno confermato che c'è il calcolo renale e le hanno detto di tornare i giorni seguenti per essere visitata a urologia. Siamo dovuti tornare d’urgenza perché non sta bene, le hanno fatto la visita urologica ma ci hanno detto che non la possono ricoverare per il trattamento di distruzione del calco perché manca il tecnico”.

Interpellata da BariToday la direzione sanitaria del Policlinico ha ricostruito la vicenda. Ha innanzitutto smentito che il servizio di urologia non ci sia oltre le 20 e durante la domenica, sottolineando che è attiva h 24. Allo stesso tempo però conferma che domenica c’è stato un disguido, perché il medico reperibile per il servizio era impegnato per un’urgenza in terapia intensiva e quindi non era immediatamente disponibile.

Sui ritardi per l’ecografia in ginecologia, dal Policlinico fanno sapere che stanno provando a capire le motivazioni, ma allo stesso tempo precisano i tempi per il trattamento litotrissia, vale a dire il bombardamento dei calcoli. “Quell’intervento – precisano - non è legato all’urgenza, perché la signora doveva fare cinque giorni di terapia, come sta avvenendo, e ripetere l’ecografia, per poi passare all’intervento col bombardamento del calcolo per eliminarlo. Se ci fossero state le condizioni di urgenza dovute alla posizione del calcolo si sarebbe dovuto invece procedere con un intervento chirurgico, cosa al momento non prevista”.

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