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Un Pride 'statico' "per i diritti e contro ogni pregiudizio": la manifestazione il 18 luglio in piazza Prefettura

L'evento si svolgerà nel rispetto delle misure anti-Covid: nessuna sfilata ma un sit-in in piazza. Il coordinamento Bari Pride: "La pandemia ha reso ancora più marcate le disuguaglianze sociali, molte persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali hanno vissuto ulteriori discriminazioni"

Il 'Bari Pride' 2020 si farà sabato 18 luglio, in piazza Prefettura. E' stata comunicata ufficialmente in queste ore la location scelta per la manifestazione arcobaleno, che quest'anno avrà un'organizzazione diversa a causa dell'emergenza Coronavirus. Nessuna sfilata, infatti, ma una manifestazione 'statica' in piazza "senza rinunciare alla musica e al colore", nel pieno rispetto delle regole di sicurezza anti-Covid, sottolineano gli organizzatori. "Il #BariPride - annunciano gli organizzatori - tornerà in piazza per una manifestazione che intende travolgere ogni pregiudizio, legato all’orientamento sessuale e all’identità di genere, ma anche al colore della pelle e a qualsiasi preziosa diversità che possa minare al raggiungimento di un’uguaglianza sostanziale sul piano dei diritti e dell’autodeterminazione".

"Anche e soprattutto in un momento storico come questo infatti - spiega il coordinamento Bari Pride a proposito della scelta di non organizzare comunque la manifestazione - è necessario continuare a lottare per i nostri diritti: la pandemia ha reso ancora più marcate le disuguaglianze sociali, e molte persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali hanno vissuto difficoltà ulteriori, dalle discriminazioni in ambito lavorativo alle violenze in ambito domestico". "Scendiamo in piazza con la volontà di far sentire la nostra voce ma in totale sicurezza” dichiara Matteo Nigri, co-portavoce del Bari Pride “Possiamo e vogliamo scendere in piazza nonostante quello che e? accaduto, ma non vogliamo che ricapiti, e non vogliamo che la nostra urgenza di manifestare per i nostri diritti venga strumentalizzata."

Attraverso la pubblicazione del proprio manifesto politico, il coordinamento Bari Pride ha reso note le proprie rivendicazioni: in prima battuta, l'approvazione del disegno di legge nazionale contro la misoginia e l'omo-lesbo-bi-transfobia – che sara? discusso alla Camera il prossimo 27 luglio. Una legge necessaria, seppur non totalmente bastevole, la cui approvazione non deve essere il risultato di mediazioni al ribasso sui nostri diritti, ma aprire le porte anche alla messa in campo di politiche attive per contrastare le discriminazioni in tutti gli ambiti, dalla formazione al lavoro. Tante altre sono le istanze, suddivise per piani territoriali: urgente sul piano regionale la stabilizzazione del servizio del Policlinico di Bari per le persone trans, centro di eccellenza che tuttavia periodicamente subisce il duro colpo dell'assenza di fondi; nato nel 2003 come progetto infatti, il DIG – day hospital per l'identita? di genere, non e? mai stato ricompreso nell'organico dei servizi sanitari offerti dal Policlinico, con enormi problemi per le soggettivita? trans. Sul piano nazionale invece si rivendica il matrimonio egualitario, il diritto alla genitorialita? per le coppie omosessuali nonche? il riconoscimento delle famiglie arcobaleno (già esistenti in gran numero, ma sprovviste di tutele giuridiche rispetto al genitore non biologico), parita? sul piano retributivo fra uomini e donne, educazione sessuale nelle scuole e minori difficoltà burocratiche nel riconoscimento delle identità trans. Per la città di Bari inoltre si chiede un rifugio che accolga le vittime di violenza omotransfobica, e l'iscrizione anagrafica presso il Comune di Bari di migranti e nativi senza fissa dimora. "Un piccolo accorgimento burocratico – dicono gli organizzatori - che consentirebbe a tante persone l'accesso a servizi essenziali, come le cure mediche, e a diversi altri strumenti di welfare."

“Cerchiamo di abbracciare un'idea intersezionale rispetto alle nostre battaglie: il nostro slogan di quest'anno e? 'nessun orgoglio per qualcuno di noi senza liberazione per tutti quanti noi' ” dichiara Carolina Velati, co-portavoce del Bari Pride.
 

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